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Rapina Burrascano, anche il secondo arrestato era in permesso premio

In manette Emanuele Cannavò, cugino del giovane arrestato dopo l'inseguimento di venerdi sera. Anche lui, come il complice, era in permesso premio e sarebbe dovuto rientrare domani in carcere.

Rapina Burrascano, anche il secondo arrestato era in permesso premio

Sarebbe dovuto rientrare in carcere domani, così come il cugino. Emanuele Cannavò, 28 anni, fermato ieri sera dalla Squadra Mobile per la tentata rapina di venerdì alla gioielleria Burrascano di corso Cavour, è attualmente detenuto nella casa circondariale di Porto Azzurro in provincia di Livorno. Il giovane era in permesso in premio ma avrebbe dovuto trascorrere questo periodo nella sua abitazione. E invece ha organizzato il colpo insieme con il cugino Giuseppe Cannavò anche lui a Messina in permesso premio. Il trentenne è detenuto nel carcere di Favignana ed anche lui domani sarebbe dovuto rientrare in cella ma ora è rinchiuso nel carcere di Gazzi dopo essere stato arrestato dai poliziotti delle Volanti dopo un conflitto a fuoco ed un inseguimento sotto gli occhi di decine di persone. Ad incastrare il cugino Emanuele sono state le telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali della zona di piazza Duomo che lo hanno ripreso mentre si allontanava dopo essere sfuggito alle ricerche dei poliziotti. Esaminando le immagini gli investigatori hanno notato un giovane che indossava gli stessi abiti del secondo rapinatore e che a passo spedito, guardandosi ripetutamente attorno lasciava la zona del corso cavour. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno fermato ieri sera nella sua abitazione e lo hanno subito condotto nel carcere di Gazzi.
La Polizia, con grandissima professionalità, ha chiuso il cerchio dunque su una vicenda che ha scatenato il panico e preoccupato i messinesi per la facilità con cui i malviventi hanno sparato in mezzo alla folla. I due banditi sono entrati in azioni intorno alle 19,30 poco prima della chiusura della gioielleria Burrascano. Hanno parcheggiato il ciclomotore Piaggio Liberty e con i volti coperti da caschi da motociclista ed armati di fucile a canne mozze hanno minacciato la titolare chiedendo la consegna dei preziosi. Della loro presenza nel negozio si sono accorti però due agenti delle Volanti in servizio antirapina che si sono precipitati nel negozio. Alla vista dei poliziotti i malviventi hanno esploso due fucilate alle quali gli agenti hanno risposto sparando sei colpi di pistola in aria. I rapinatori hanno raggiunto via S.agostino ed il cortile interno del liceo scientifico Seguenza. I poliziotti hanno bloccato Cannavò nel garage di un palazzo di corso Cavour nel quale nel frattempo si era nascosto. Era disteso sotto un'auto sperando di non essere scoperto. Emanuele Cannavò invece è stato a lungo cercato anche all'interno del liceo Seguenza visto che un passante ha riferito alla Polizia di aver visto una persona affacciarsi da una finestra del liceo. Con l'autoscala dei Vigili del Fuoco gli agenti sono entrati nell'istituto setacciandolo palmo a palmo senza risultato. In realtà il 28enne dopo essersi nascosto in un vicino palazzo si è poi allontanato approfittando dei momenti concitati che hanno portato alla cattura del cugino. Ma è bastato poco alla Polizia per identificarlo e riportarlo in cella con 48 ore d'anticipo rispetto alla fine del suo permesso premio.

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