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Il Birrificio per i Servirail

Al dodicesimo giorno di presidio a piazza Cairoli i 25 ex lavoratori Servirail hanno ricevuto oggi una visita particolarmente gradita. Quella degli amici del birrificio Messina che dopo anni di battaglie per riavere il posto di lavoro ce l’hanno fatta con le proprie forze

Il Birrificio per i Servirail

La canzone “Malarazza” di Domenico Modugno era azzeccata per l'occasione. Di contorno le bottiglie del “Birrificio Messina” e le chiacchiere, solo da mangiare e non da fare, precisano tutti. Poi abbracci e strette di mano, un momento di sana condivisione a piazza Cairoli tra persone che hanno lottato per lavorare o meglio per non perdere il loro posto di lavoro. Due esempi di gente della nostra città che fanno riflettere sulla precarietà e sulla forza di volontà di chi quel pezzo di pane se lo deve guadagnare stringendo i denti. Oggi nel “mare Cairoli”, come lo chiamano i presidianti dell’ultima vertenza Messina, un incontro di speranza e di solidarietà di chi ha passato e sa cosa vuol dire ritrovarsi alle spalle un cancello chiuso, come i 15 ex lavoratori del Birrificio Messina che dopo anni di battaglie adesso possono dire di vedere un nuovo orizzonte. Hanno voluto testimoniare la loro solidarietà ai colleghi che pur non maneggiando luppolo ma pezzi di treno stanno percorrendo lo stesso solco della disoccupazione. Uniti dalle promesse, dai presidi permanenti, iniziati per entrambi i gruppi nel dicembre 2011, dalla rabbia e dalla stessa voglia di lottare. 25 persone, gli ex Servirail, reduci da 200 notti in stazione ai tempi della vertenza e 40 notti sul Campanile, una vertenza che sembrava risolta e che adesso si riapre solo per una parte di loro, delusi ed estromessi. In presidio dal 16 febbraio scorso hanno ricevuto testimonianze continue. Il primo a rompere il ghiaccio davanti a quel banchetto di speranza è stato l’arcivescovo mons. Giovanni Accolla quella stessa sera. Poi a seguire il sindaco, alcuni consiglieri, giornalisti, politici e tanti semplici cittadini che hanno reso più leggera quella che gli ex lavoratori Servirail chiamano “storia indigesta”. Una mancanza di rispetto dicono da parte di Fs che proprio non riescono a mandar giù. Una maglietta rossa realizzata per l'occasione ribadisce il senso di afflizione di chi comunque non perde le speranze.

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