Nel Messinese

Mafia barcellonese, Marchetta indagato per concorso esterno

Il costruttore che fu anche vicepresidente del consiglio comunale di Barcellona

Mafia barcellonese, Marchetta indagato per concorso esterno

Concorso esterno a Cosa nostra barcellonese, perché ritenuto in un determinato momento storico (la contestazione va dal 1993 al febbraio 2001) imprenditore “amico”, molto vicino a Salvatore “Sem” Di Salvo, il quale per lungo tempo fu uno dei “reggenti” della famiglia mafiosa barcellonese, dopo l’arresto del boss Giuseppe Gullotti.

È questa la pesante accusa che la Direzione distrettuale antimafia di Messina contesta adesso all’imprenditore barcellonese 47enne Maurizio Marchetta con una carriera politica alle spalle, e che ha ricoperto in passato anche il ruolo di vice presidente del consiglio comunale, in quota Alleanza nazionale.

Si tratta di un atto di chiusura delle indagini preliminari siglato dai magistrati di Messina Angelo Cavallo, Vito Di Giorgio e Francesco Massara, i primi due della Dda peloritana e il terzo della procura ordinaria ma “applicato” per questa indagine, e che ha già avuto in passato parecchie altre applicazioni in inchieste di mafia.

Cambia quindi radicalmente la posizione dell’imprenditore, che in passato è stato anche teste di giustizia rilasciando parecchie dichiarazioni alla Dda peloritana, ed aveva avute anche assegnate alcune misure di tutela per la sua persona.

Secondo quanto scrivono i magistrati antimafia Marchetta «... concorreva nella associazione mafiosa armata denominata “famiglia barcellonese” operante sul versante tirrenico della provincia di Messina, cui aderivano tra gli altri, Gullotti Giuseppe, Rao Giovanni, Di Salvo Salvatore, Ofria Salvatore, D’Amico Carmelo, Bisognano Carmelo ed altri ancora». Praticamente l’intero “gotha” mafioso del gruppo barcellonese.

In concreto poi la Dda associa la figura di Marchetta soprattutto a quella di Salvatore “Sem” Di Salvo e agli imprenditori contigui al gruppo mafioso barcellonese Carmelo Mastroeni e Mario Aquilia: «... Marchetta nella sua qualità di socio delle imprese “Co.Ge.Mar.” ed “Archimpresa” – scrivono i tre magistrati –, svolgeva attività imprenditoriale in società di fatto e comunque per conto e nell’interesse di Di Salvo Salvatore e di Mastroeni Carmelo, socio di fatto del Di Salvo; partecipava ad una serie di turbative di asta ed appalti truccati anche per conto e nell’interesse di Di Salvo Salvatore, Mastroeni Carmelo, Aquilia Mario , ed altri imprenditori a questi vicini».

Secondo i magistrati poi, Marchetta ha svolto in quegli anni la sua attività imprenditoriale «... sotto la “protezione” e con “l’ausilio” dell’organizzazione mafiosa di riferimento»

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