Messina

Le Case Fantasma di Zafferia, ecco la città reale

Mentre nel Palazzo si vive di beghe e ripicche, ci sono casi eclatanti di degrado abitativo e di sottosviluppo socio-economico. Alloggi con i muri di spugna e le fondamenta sull’acqua, 60 famiglie in condizioni invivibili

Le Case Fantasma di Zafferia, ecco la città reale

Le fondamenta degli edifici “a bagnomaria” e un livello di degrado che, in alcuni casi, rasenta l'abisso. Ieri nella palazzina A delle case popolari di Zafferia si è svolta la seconda assemblea organizzata dal “Fronte popolare” per ascoltare le istanze di chi, da anni, è costretto a vivere in “appartamenti-spugna” dove la comparsa di infiltrazioni e crepe sui muri è ormai quotidiana realtà. Dopo le note inviate al prefetto, al sindaco, al commissario straordinario dell'Iacp e al Genio civile sulla situazione di gran parte degli appartamenti del complesso “Eucalipso” di contrada Cavalieri nulla si è mosso, se non il primo sgombero, avvenuto all'inizio del mese, per un nucleo di inquilini considerati “abusivi”. Nel frattempo altre quattro famiglie, raggiunte da ingiunzioni di sgombero, presto potrebbero fare la stessa fine. «Probabilmente uscirebbero finalmente dall'inferno in cui vivono – ha detto durante l'assemblea Valentina Roberto, rappresentante del Fronte – un inferno che è colpa di tutte quelle istituzioni che non hanno mosso un dito in questi anni e che sin dall'inizio erano consapevoli che abitare quelle case avrebbe rappresentato un rischio». Meno di una decina i rappresentanti dei nuclei residenti che hanno deciso di partecipare all'assemblea, quasi tutti non hanno nascosto la paura che quelle case non siano sicure. «Poco tempo fa sono venuti i tecnici dell'Iacp – ha spiegato una residente della palazzina L, la più “alta” del complesso – e ci hanno detto di stare tranquilli sulla tenuta della struttura, ma ad ogni pioggia la verità è che abbiamo i muri di spugna». L'umidità, però, è solo uno fra i problemi, le fondamenta di quasi tutte le palazzine sono diventate ormai vere e proprie “piscine” e gli intonaci crollano al primo temporale. Circa due anni fa, un pezzo di terrazzo è piombato nella camera da letto di un appartamento all'ultimo piano della palazzina L, dove immediatamente si cercato di correre ai ripari impermeabilizzando l'area. Peccato che le stesse misure non siano state adottate in tutte le altre abitazioni all'ultimo piano che da tempo presentano umidità e crepe. Lì gli abitanti, forse, sono stati solo più fortunati. A questo si aggiungono condizioni igienico-sanitarie da brivido, con alcuni appartamenti infestati da insetti di ogni genere. Uno spaventoso spaccato sociale che lascia senza alibi chi, a tutti i livelli, dovrebbe garantire ai cittadini almeno un briciolo di dignità, di umanità. «E' una situazione che va avanti da tempo – ha affermato Valentina Roberto – tra il totale disinteresse delle istituzioni. Noi andremo avanti nonostante la poca partecipazione dei residenti – ha continuato – e organizzeremo un presidio all'Istituto Autonomo Case Popolari fino a che non si muoverà qualcosa». Intanto i residenti presenti all'assemblea, su suggerimento del Fronte popolare, solleciteranno una perizia tecnica per sapere con certezza quali sono i rischi all'interno delle singole palazzine.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi