Messina

A rischio povertà il 46 per cento della popolazione messinese

I dati sempre più drammatici evidenziati durante il Congresso della Fnp Cisl. Gli over 65 sono oltre 52mila. Politiche socio-sanitarie ancora inadeguate

A rischio povertà il 46 per cento della popolazione messinese

Una città dai “capelli bianchi”, con dati allarmanti sulla povertà. È la Messina vista dagli anziani quella evidenziata dal Congresso provinciale della Fnp Cisl che si è tenuto nell’aula consiliare del Comune di Villafranca Tirrena. I dati illustrati dal segretario provinciale Bruno Zecchetto sono incontrovertibili: «Nel 1951, con una popolazione di 220.668 abitanti, i cittadini con più di 65 anni erano 22.000, pari al 10%. Nel 2016, con 238.439 abitanti, quelli che hanno superato i 65 anni sono 52.192, pari al 22%, cioè una percentuale più che doppia. Poi, quasi la metà dei residenti (46,4 per cento) è a rischio di povertà o esclusione sociale». Dati dell’Istat che si riferiscono al 2015 ma che testimoniano come in Sicilia ci sia un crescente rischio povertà per quattro persone su dieci. «L’importo medio delle pensioni a Messina è di 520 euro – ha spiegato Zecchetto – ed è una città che non tutela i propri anziani. Il Comune di Messina è terzultimo in Italia, per spesa sociale pro-capite (dati del 2014). Spende, di media, 137,17 euro pro-capite (a Trieste la spesa sociale pro-capite è pari a 464,92 euro; di contro, fanalino di coda è Palermo, con 101 euro). La media in Italia, per le Città metropolitane, è di euro 246 pro-capite».

Per i Pensionati Cisl non serve un welfare mix, che aumenta ancor più le differenze tra chi ha e chi non ha, ma «politiche sociali e sanitarie integrate, con welfare sussidiario e solidale di comunità, che si realizza anche attraverso la medicina territoriale». Attenzione al sociale e alle tante vertenze sul territorio sui temi della contrattazione sociale. «Una delle note più dolenti è stata la riflessione sulla mancata applicazione della legge 328/2000, che doveva favorire l’integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari, istituendo i Distretti socio-sanitari ed integrando le prestazioni erogate dalla Azienda sanitaria locale, con i Comuni appartenenti al medesimo Distretto. Il risultato è stato deludente e deprimente. Non si può, infatti, fare programmazione, senza iniziare da un’attenta e corretta analisi dei bisogni socio-assistenziali del territorio di riferimento». Anche per i Piani di azione e coesione, i Distretti socio-sanitari della città di Messina e della provincia, per la Fnp Cisl evidenziano notevoli difficoltà nell’iter attuativo dei progetti, con il serio rischio di perdere consistenti e preziosi finanziamenti. «Serve un cambio di passo per superare questa situazione di stallo».

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