Il vertice

G7 a Taormina, c’è l’ok alle elipiste

Il commissario Carpino: «Niente procedure straordinarie per le opere, Palacongressi gran problema». La “fumata bianca” dopo l’ennesima conferenza dei servizi in Prefettura a Messina per l’organizzazione del summit mondiale

G7 a Taormina, c’è l’ok alle elipiste

Messina

Ogni giorno che passa il G7 di Taormina diventa sempre più una patata bollente nelle mani di non si sa bene chi. E le riunioni in Prefettura, a Messina, si susseguono quasi a cadenza settimanale ormai da mesi. Ieri pomeriggio, per la prima volta, s’è forse diradata un po’ la nebbia con le prime dichiarazioni del prefetto catanese Riccardo Carpino, che per adesso come commissario straordinario del G7 porta sulle spalle tutto il peso, veramente enorme, della realizzazione delle infrastrutture.

Ufficialmente tutto va avanti ma è innegabile che i ritardi accumulati dopo l’uscita di scena del premier Matteo Renzi, che ogni giorno aveva nell’agenda della sua testa qualcosa sul G7, e s’interessava perfino del menù dei grandi previsto per quei giorni, sono notevoli.

Ieri in Prefettura al centro della lunghissima conferenza di servizi c’erano in teoria solo da sbloccare le elipiste, ma si è discusso di tanto altro, per esempio della questione Palancongressi che è complicatissima, quasi irrisolvibile, tanto è vero che si sta cercando seriamente, ma “sottotraccia”, un luogo alternativo. Al tavolo tecnico c’erano rappresentanti di Comune, Città metropolitana, Enac, Aeronautica militare, Sovrintendenza dei beni culturali, Presidenza del consiglio, oltre al sindaco di Taormina che sarà padrone di casa, ma per adesso non ci dorme la notte.

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