Messina

Palazzo Zanca, la paralisi dopo la tempesta

Dopo il tormentone sfiducia sembra tutto fermo, politicamente e amministrativamente. Consiglio comunale ostruzionista e senza vicepresidenti, Giunta “assente” e senza due assessori

Palazzo Zanca, la paralisi dopo la tempesta

«È tutto fermo», dice facendo spallucce uno dei consiglieri comunali più esperti, quando quasi all’ora di pranzo sta uscendo da Palazzo Zanca. A quell’ora il Comune è già un deserto, le giornate frenetiche che hanno fatto da anticamera allo “sfiducia day” sembrano un ricordo. Ma la calma piatta che si registra adesso sembra diversa da quella che imperava nelle prime settimane dell’anno, scosse soltanto, appunto, dalla sfiducia e dalle regolari “invasioni” degli operai di Messinambiente.

Lo stallo di questi giorni sembra, piuttosto, il concretizzarsi di una delle conseguenze peggiori che si temevano alla vigilia della sfiducia. “Se in consiglio comunale prevarrà la linea oltranzista di chi la notte scorsa ha votato la sfiducia, il rischio della paralisi amministrativa diventa concreto ed è un rischio che questa città, per un anno, non può permettersi”, scrivevamo poche ore dopo la votazione in aula. Un rischio più concreto che mai. Se n’è avuto un assaggio lunedì, con i passaggi in commissione su bilancio Atm (spedito alla Corte dei Conti), Messinaservizi (astensione tecnica) e isola pedonale (due soli voti favorevoli su sei) e le tensioni in capigruppo, se n’è avuta conferma ieri, quando però a mancare all’appello, più che i consiglieri, sono stati i dirigenti e l’assessore al ramo (un ramo scoperto, per adesso) sul caso mense scolastiche.

Insomma, da una parte e dall’altra, per ragioni diverse, prevale la voglia di tener ferme le bocce, piuttosto che di accelerare sui vari fronti aperti. Un lusso che il Comune non può permettersi. Dopo la corsa sfrenata che ha portato al via libera in Consiglio alla Messinaservizi, ad esempio, adesso si intuisce una “frenata” sull’atto immediatamente successivo, cioè l’affidamento alla nuova società di tutto il “pacchetto” oggi di competenza di Messinambiente. C’è poi un bilancio di previsione 2017, annunciato con tanto di selfie di Giunta quando ancora Eller era il pilastro delle politiche economico-finanziarie del Comune, e finito nel dimenticatoio. Quanto tempo ancora Palazzo Zanca potrà fare a meno di un assessore al Bilancio, la delega probabilmente più importante, che il sindaco ha tenuto per sé ma che, di fatto, è scoperta?

Al momento il quadro è questo: un consiglio comunale “rigido” e per certi versi ostruzionista, non solo nei confronti dell’Amministrazione ma anche con beghe tra gruppi politici, tra chi ha votato al sfiducia e chi no, e persino all’interno degli stessi partiti; un’Amministrazione “assente”, con due assessori in meno non ancora sostituiti, con alcuni componenti assenti, in questi giorni, per motivi personali e la sensazione di essere in una fase di “stand-by” che non sembra promettere, qualora dovesse continuare a lungo, nulla di buono.(seb.casp.)

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