Messina

Condannato l’infermiere che derubava i pazienti

Lorenzo Leardo, in servizio all’ospedale Papardo. Inflitti 2 anni, sconto di pena rispetto al primo grado

Condannato l’infermiere che derubava i pazienti

Ridotta la condanna all’infermiere dell’ospedale Papardo accusato di derubare i pazienti. I giudici della Corte d’appello (presidente Sicuro, consiglieri Blatti e Sagone) hanno inflitto a Lorenzo Leardo, 42 anni, due anni di reclusione (in continuazione con altri episodi delittuosi commessi nel 2014). “Sconto di pena”, quindi, rispetto all’esito della sentenza di primo grado, emessa dal gup Eugenio Fiorentino, che aveva disposto 4 anni e 10 mesi di reclusione. L’imputato è difeso dall’avvocato Salvatore Silvestro.

Lorenzo Leardo è accusato di aver rubato denaro e carte di credito a pazienti. Stando agli ultimi capi d’imputazione contestati, l’infermiere in servizio nel reparto di Pneumologia nel nosocomio della zona nord «conduceva un paziente di 70 anni in una stanza singola e successivamente, tramite la somministrazione per via endovena di benzodiazepine, si impossessava della somma di 100 euro e di una carta di credito, cagionando lesioni guaribili in un giorno». Circostanza che risale al 9 gennaio 2016.

In precedenza, il 24 novembre del 2015, Leardo «si impossessava della carta di credito Unicredit di un altro paziente, sottraendola dal portafogli custodito all’interno di un cassetto della stanza di degenza». Fatto aggravato dall’aver agito con destrezza, approfittando dell’assenza del malcapitato e commesso in pubblico stabilimento, peraltro con abuso di prestazione d’opera. Dalle indagini è emerso che avrebbe utilizzato lo strumento di pagamento rubato «per compiere 11 operazioni di acquisto beni, per un importo di 833,08 euro».

Alla fine dello scorso marzo, l’uomo è stato arrestato per rapina aggravata nei confronti di persona incapace di intendere e di volere, nonché utilizzo indebito di carta di credito. Le indagini dei carabinieri della stazione di Faro Superiore e, quindi, della Compagnia “Messina Centro”, i cui riscontri sono stati tutti accolti dal giudice per le indagini preliminari Tiziana Leanza, hanno consentito anche di accertare che solo tra il 29 e il 30 maggio 2014 l’utilizzo della carta di credito sottratta ad un paziente aveva consentito acquisti per complessivi 2.216,99 euro. Somme di denaro spese nella maggior parte dei casi in stazioni di servizio ma anche in negozi di elettronica.

Leardo, oltre ad essere stato incastrato dalle immagini di videosorveglianza, si sarebbe reso protagonista di un errore imperdonabile: avrebbe infatti dilapidato il denaro, tramite carte di credito, esclusivamente durante le pause dei turni di lavoro. È stato smascherato dai militari dell’Arma dopo aver somministrato, nel giugno del 2014, un potente farmaco drogante ad un paziente che, al risveglio, si è ritrovato “spogliato” del portafoglio. Qualcosa di analogo si era registrato ai danni di un docente universitario, privato della carta di credito. Soldi e strumenti elettronici di pagamento gli servivano per far fronte alle tante spese effettuate quotidianamente e, in particolar modo, per garantire pieni di benzina all’auto. E dalle indagini è emerso che sarebbe arrivato a spendere anche oltre i 2.000 euro in una giornata. Alcune azioni del 42enne sono state immortalate dalle telecamere degli esercizi dove faceva compere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi