Milazzo

Panchavaktra vuole
Villa Vaccarino

Lettera d’intenti del Gruppo indiano che vuol realizzare un aeroporto nella valle del Mela. “Quartiere generale” in vista dell’opera proposta. La parola a Formica

Panchavaktra vuole  Villa Vaccarino

Il gruppo Panchavaktra comincia a mostrare le “carte”. Per il momento non sono quelle dell’aeroporto – l’impegno è presentarla a Crocetta entro questo mese – ma di un qualcosa che ha come a che vedere con la grande infrastruttura. Panchavaktra infatti vuole acquistare la prestigiosa Villa Vaccarino di Milazzo, splendida struttura Liberty che appartiene al Comune da ben 35 anni e che dopo aver ospitato per decenni uffici giudiziari, è tornata nella disponibilità del Comune dal 2014, ma di fatto non ha avuto una precisa destinazione d’uso anche perché necessita di consistenti interventi di manutenzione straordinaria. L’ing. Maresh Panchavaktra ha deciso di acquisire la proprietà del bene per realizzare il quartier generale della società che dovrà realizzare l’aeroporto. E che faccia sul serio lo dimostra la lettera – che qui pubblichiamo in esclusiva – inviata al sindaco di Milazzo per ufficializzare quello che aveva anticipato nel corso del suo incontro con Formica qualche giorno prima della partenza per l’India. La missiva, giunta direttamente dagli uffici del gruppo di Gurgaon, città di Haryana, uno Stato dell’India settentrionale, in lingua inglese, contiene sostanzialmente una “dichiarazione di intenti” per procedere all’iniziale locazione dell’immobile per poi procedere all’acquisto. Il Gruppo «Panchavaktra quindi – si legge ancora – è disposto e pronto a completare i dettagli e stipulare un contratto legale, per quanto riguarda i termini e le condizioni secondo le leggi vigenti in Italia. In attesa di una vostra risposta iniziale (per quanto riguarda la vostra procedura legale, modalità e termini di pagamento e documenti legali che devono essere presentati da noi per il prossimo incontro per la firma del contratto definitivo) cogliamo l’occasione per inviarvi i nostri migliori saluti».

A questo punto la palla passa al Comune. Villa Vaccarino in atto è inserita nell’elenco dei beni cosiddetti “indisponibili” ovvero che non rientrano in un piano di dismissione, al pari del palazzo municipale, Palazzo D’Amico, il Teatro Trifiletti e (ovviamente) le scuole cittadine. Ma l’individuazione di tali beni è legata all’inventario annuale che la giunta deve approvare e quindi se c’è la volontà di dismettere il problema sarà facilmente superabile. Quanto ai costi, la stima è di un paio di milioni di euro anche se occorrerà fare delle valutazioni sulle spese da sostenere per renderla fruibile. Non si esclude quindi l’ipotesi di un affitto a condizione, ovvero con il gruppo Panchavaktra che si accollerà l’intervento scomputandolo sull’eventuale acquisto. Vedremo gli sviluppi e se il Comune sarà veramente intenzionato a cedere per fare cassa anche perché difficilmente potrebbe intervenire con propri fondi per la ristrutturazione. L’idea era quella di realizzare in quell’immobile la sede della futura Riserva naturale del Capo. Panchavaktra invece la ritiene idonea per accogliere il quartier generale dell’aeroporto. Del resto non crediamo che possa servire per altro o per casa-vacanza!

Villa Vaccarino è stata progettata dall’architetto Bonanno con la collaborazione del pittore Michele Amoroso, che ha curato la parte decorativa. I milazzesi l’hanno considerata sempre un bene di pregio, esempio di «elegante equilibrio tra architettura, spazi e decorazioni».(r.m.)

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