Messina Jonica

Omicidio Scipilliti, fermata la presunta killer

È la 47enne Fortunata Caminiti: su una Fiat Panda che aveva noleggiato in quei giorni c’erano tracce di sangue. L’uccisione del vigile del fuoco 55enne originario di Roccalumera ritrovato cadavere a Savoca il 14 gennaio

Omicidio Scipilliti, fermata la presunta killer

Fortunata Caminiti - Roberto Scipilliti

È la svolta nelle indagini sull’omicidio del vigile del fuoco Roberto Scipilliti, il 55enne scomparso il 5 gennaio scorso da Roccalumera e trovato 9 giorni dopo cadavere nelle campagne di Savoca, con un proiettile sparato da una pistola alla nuca.

I carabinieri hanno fermato ieri pomeriggio Fortunata Caminiti, 47 anni, con l’accusa di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere. La Caminiti è stata sottoposta a fermo nell’ospedale di Taormina, dove è ricoverata per curare una pancreatite.

Gli investigatori hanno scoperto che era stata la donna, con documenti falsi, a noleggiare una Panda gialla che è stata vista nella zona dell’omicidio. I noleggiatori dell’auto hanno detto agli inquirenti che durante la pulizia della vettura il vano portaoggetti sotto al sedile anteriore è stato ritrovato pieno di sangue, su cui galleggiava una penna.

L’auto era stata restituita con un giorno di ritardo e la donna si era giustificata dicendo che a bordo della vettura vi era stata una lite violenta e che alcuni suoi amici erano ricoverati in ospedale.

La Caminiti - che nel maggio del 2009 si presentò addirittura alle elezioni comunali per correre come sindaco di Mandanici -, era stata arrestata insieme al compagno latitante Fabrizio Ceccio, 44 anni, il 16 gennaio scorso dopo lo sbarco dal traghetto a Messina. Ceccio era ricercato da aprile 2016 per associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazione. I due avevano documenti falsi e nell’auto sono state trovate una Beretta calibro 22 e una Sig Sauer calibro 9, alcuni telefoni cellulari, e 60 proiettili. Dopo l’arresto la donna era stata rilasciata con obbligo di firma.

Il provvedimento di fermo riguarda solo lei, al momento, perché gli inquirenti hanno le prove che la donna avrebbe noleggiato l’auto utilizzata per il delitto e poi l’avrebbe riconsegnata. Ma sembrano escludere che l’indagata abbia agito da sola.

Il cadavere del vigile del fuoco era stato ritrovato il 14 gennaio in contrada Rina a Savoca. La sua auto, invece, era stata trovata a Santa Teresa Riva. In passato la vittima fu coinvolta in una indagine per truffa, estorsione e falso. Proprio questa vicenda giudiziaria collega il pompiere ai coniugi Ceccio.

Fortunata Caminiti sarebbe quindi andata in Sicilia - non si sa ancora se col compagno - all’inizio di gennaio, poi sarebbe andata in una località del Nord Italia e infine sarebbe ritornata in Sicilia il 16 gennaio, quando è stata arrestata col marito latitante.

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