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Sfiducia, firma anche Cantali. Partito il countdown

Oggi ha firmato anche il consigliere Cantali. Il numero di adesioni alla mozione di sfiducia sale a 17. Adesso ci saranno 30 giorni di tempo per il voto. Intanto sindaco e giunta in un lungo documento contestano la decisione dei consiglieri e definiscono la mozione una congiura di palazzo.

Mozione di sfiducia: 17 firme

Adesso ci siamo. Con l'apposizione della sedicesima firma, avvenuta ieri, da parte del capogruppo del PD Antonella Russo, la mozione di sfiducia al sindaco Accorinti ed alla giunta approda in aula. Ma non è bastato ai consiglieri raggiungere il traguardo. Oggi anche il consigliere comunale Carlo cantali, ha firmato l'atto di sfiducia arrivando così a quota 17. Un numero che al momento porta male a sindaco e giunta dopo l'accelerata delle ultime ore che ha chiuso il cerchio su una vicenda che si trascinava da mesi. Adesso ci sono 30 giorni di tempo perchè la mozione di sfiducia venga messa all'ordine del giorno. Probabilmente, si sussurra a Palazzo Zanca, si aspetterà che si risolva il caso Messinambiente e poi si andrà al voto. Voto che potrebbe nascondere anche qualche sorpresa, almeno così si pensava fino a ieri ma la firma di Antonella Russo ha spazzato via anche gli ultimi dubbi. Se centrodestra e centrosinistra si trovano d'accordo sulla decisione di chiudere questo capitolo della storia politica messinese è difficile ipotizzare colpi di scena. In pratica la mozione di sfiducia può essere approvata se viene votata dal 65% dei consiglieri. Dunque per approvare la mozione serve il voto di 27 consigliere comunali. Una quota che al momento non sembra in discussione.
Ma Accorinti e la sua giunta non ci stanno. Definiscono la mozione una congiura di palazzo ed oggi hanno diffuso un lungo comunicato per ricordare quando di buono fatto in questi tre anni. Partono ricordando che Messina ha scalato ben 16 posti nella classifica sulla qualità della vita e che l’Amministrazione Accorinti ha lavorato con serietà per risanare una situazione finanziaria disastrosa e adesso Messina è tra le prime città in Italia ad avere adottato il bilancio 2017. Poi ricordano i risultati ottenuti con Masterplan, Pon Metro, Bando periferie, porto di Tremestieri, via don Blasco, riqualificazione del torrente Bisconte Cataratti, ...un bottino dei finanziamenti ottenuti superiore a 300 MILIONI di euro, la stabilizzazione di oltre 250 persone, un Atm che funziona,l'accoglienza dei migranti e la casa di Vincenzo. Invece, conclude la nota di Palazzo Zanca
c’è chi pensa che il tempo che resta vada bruciato e seguendo indicazioni di burattinai distratti da giudici e avvocati, vogliono che la città resti senza guida, senza che si possa vigilare sull’arrivo degli investimenti, senza che Accorinti e la sua Giunta possano inaugurare il cantiere del nuovo porto, firmare il protocollo per il secondo palazzo di Giustizia, salire sul centesimo autobus nuovo appena comprato o stringere la mano all’ultimo dei precari che viene stabilizzato.

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