rifiuti

Messinambiente ottiene l'attenzione del Comune

Un centinaio di lavoratori di Messinambiente ha protestato in aula consiliare per ottenere un maggiore interesse da parte del Comune sulla nascita della nuova società. La notizia dell'udienza del tribunale fallimentare per il prossimo 8 febbraio è stata deflagrante. Da domani scatta un cronoprogramma per arrivare al voto in aula in una settimana.

Rabbia e preoccupazione

Sullo sfondo una crisi igienico sanitaria e una occupazionale. Un centinaio di lavoratori di tutte le sigle sindacali si sono presentati come annunciato a palazzo zanca per sciogliere il nodo del futuro del settore rifiuti. Un blitz che ha impresso una seria accelerazione all'avvio di un dibattito finalmente produttivo su un tema delicatissimo che in numeri vale 50 milioni e che  in termini pratici vale quasi 600 posti di lavoro e una città pulita.
Dopo due commissioni bilancio senza esito, e' arrivato il momento di fare sul serio e di valutare con attenzione la delibera che dovrebbe far nascere messinaservizi bene comune, la nuova società che deve sostituire messinambiente .
La presidente del consiglio Barrile ricorda che è' l'atto e' arrivato in aula solo il 27 dicembre dopo che la giunta aveva, prima, deciso di puntare su AMAM per poi virare sulla nuova società.
La ascoltano con grande attenzione i lavoratori.La loro preoccupazione si è moltiplicata ieri sera, quando è arrivata la notizia della convocazione per l'8 febbraio della prima udienza del tribunale per decidere sull'istanza di fallimento di Messinambiente. Le tute arancioni chiedono di fare in fretta, ma la presidente risponde che gli atti, specie quelli più delicati, devono essere valutati con attenzione perchè se si sbaglia poi le conseguenze rischiano di peggiorare un quadro che è già compromesso.
La nuova società , dicono i sindacati compatti, su questa vertenza, avrà modo di poter investire in mezzi, sicurezza ed efficienza. “MessinAmbiente non può più compare nemmeno i guanti” grida un lavoratore. E l'assessore Ialacqua ricorda i sessanta milioni di debiti maturati fra il 2007 ed il 2012 che hanno zavorrato una società più volte finita nel mirino della Procura.
Il sit in dei lavoratori alla fine della mattinata ha sortito l'effetto sperato dai sindacati.
Domani mattina si riuniranno i capigruppo del consiglio per analizzare sia la delibera di costituzione che quella di affidamento della nuova società.
Poi se ne tornerà a parlare nella commissione bilancio di lunedi', con l'avio di una programma di sedute che potrebbe portare alla votazione del consiglio addirittura giovedì prossimo. Nel frattempo un gruppo di lavoratori resterà in presidio permanente a Palazzo Zanca, perchè non vogliono che dopo l'accelerazione di oggi, si assista ad una nuova frenata.

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