Messina

Gazzi, due detenuti
provano la fuga

Momenti di tensione ieri nel carcere di Messina. Bloccati da un poliziotto penitenziario che ha sparato in aria

Gazzi, due detenuti  provano la fuga

Gli agenti della polizia penitenziaria hanno sventato un tentativo di evasione dal carcere di Messina. A dare la notizia è il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, che ricostruisce quanto accaduto nel pomeriggio di ieri nella struttura di via Consolare Valeria.

«Due detenuti di 19 e 25 anni appartenenti alla categoria “Alta sicurezza”, hanno tentato la fuga – riferisce Lillo Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sappe –. Approfittando delle ore di aria in cortile, si sono arrampicati su un muro raggiungendo l’intercinta. Scattato l’allarme, il personale presente in istituto si è subito prodigato per porre fine a quanto stava per essere messo in atto. Un poliziotto ha sparato in aria a scopo intimidatorio ed è corso all’esterno della struttura, per scongiurare l’eventuale fuga. Probabilmente tale azione fulminea è stata decisiva in quanto i due hanno poi desistito dal loro intento. Tutto il personale in servizio si è contraddistinto nella delicata vicenda ed è grazie all’attenzione e alla professionalità dei caschi azzurri, dunque, che una clamorosa evasione è stata sventata in tempo».

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, coglie l’occasione per tornare a sottolineare le criticità delle carceri italiane: «Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Un problema è la mancanza di lavoro, che fa stare nell’apatia i detenuti. Ma va evidenziato anche che l’organico di Polizia penitenziaria è sotto di 7mila unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi».

Il precedente

Qualcosa di simile si è registrato a metà dello scorso mese. Come evidenziato dal direttore reggente della prigione di Gazzi, un detenuto aveva mostrato una non comune abilità nel superare l’ostacolo del muro che circonda i locali passeggi. Più unità di personale erano intervenute per scongiurare il peggio e far desistere il carcerato dal portare alle estreme conseguenze il suo tentativo di fuga. Ciascuna delle unità di polizia penitenziaria intervenute aveva fornito un contributo prezioso all’esito positivo della vicenda. Il terrazzo, dove lo stesso detenuto si era rifugiato, era stato raggiunto dagli agenti utilizzando le scale di accesso interne all’edificio.

Durante queste fasi concitate, inoltre, si è reso necessario dare avviso alla Questura, così come allertare i vigili del fuoco, contattati per un eventuale intervento vista la manifestata volontà del detenuto di lanciarsi nel vuoto. Gli uomini del “115”, peraltro, erano giunti fino all’ingresso dell’istituto penitenziario senza, però, accedervi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi