Messina

Rifiuti, una pentola a pressione

Al 31 dicembre MessinAmbiente potrebbe non poter più raccogliere i rifiuti. Ma la nuova società non sarà pronta e servirà un intervento straordinario da parte del Comune o di un commissario.

Rifiuti, una pentola a pressione

Le preoccupazioni sono dei lavoratori e anche dei cittadini. La pentola a pressione della MessinAmbiente rischia di esplodere a San Silvestro se prima, chi può, non abbassa la fiamma che brucia sotto.

L'affidamento del servizio di raccolta alla partecipata scadrà a fine anno e una proroga per questioni di ordine giuridico, ma forse anche giudiziarie e politiche, non sembra essere, ad oggi, ipotizzabile. Chi dovrebbe redigerla non è affatto convinto e difficilmente cambierà idea durante le feste.

Il problema più stringente è quello di capire chi dovrà raccogliere la spazzatura dal primo gennaio. Quello sul medio periodo è legato alla nascita della società che nascerà dalla ceneri di messinAmbiente, la Messina Servizi Bene Comune e che, altro non è che la multiservizi su cui la giunta Accorinti ha puntato sin dall'arrivo del direttore generale antonio Le Donne.

In questa settimana il problema della spazzatura da raccogliere dal primo gennaio, dovrà essere risolto senza tentennamenti. Entro martedì la giunta dovrà chiarire se sarà riuscita a convincere i dirigenti a prolungare il servizio di Messinambiente nonostante la spada di Damocle dell'istanza di fallimento. Palazzo Zanca punta a un concordato preventivo, ma l'ultimo intervento del collegio presieduto dal giudice Minutoli, ha preoccupato molti addetti ai lavori.

Se nelle prossime 48 ore la strategia proroga dovesse saltare, allora si dovrebbe passare alla via che porta dritti al commissario regionale per l'emergenza rifiuti che, solo se chiamato in causa nelle prossime ore, potrebbe organizzare, forse attraverso Ato, una contromisura.

In tutto questo il consiglio comunale attende di sapere cosa fare. Della nuova società sa poco o nulla e teme di essere messo con le spalle al muro alla vigilia del 31 dicembre. Forse giocare a carte scoperte, per non mettere in pericolo un servizio essenziale farebbe bene a tutti e per primi a cittadini . Stesso discorso vale per i lavoratori. Ieri il botta e risposta fra la Cisl e Palazzo Zanca, sul transito dei 550 dipendenti di MessinAmbiente e Ato al nuovo sodalizio ha confermato che il clima non è idilliaco e che ogni occasione, anche diversa lettura delle norme, può portare al caos. Finita? Neanche per sogno. Domani si discuterà in prima commissione sulla extra costo della Tari. Ci sono 1,4 milioni di  costi (si partiva da 2 milioni) che non sono stati inseriti ne l tributo che abbiamo già finito di pagare. Il consiglio comunale ho autorizza un debito fuori bilancio, o verosimilmente, prepariamoci ad una Tari più pesante per il 2017.

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