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Giunta Accorinti, viene meno la sfiducia?

Nuovo stop alla proposta di mozione di sfiducia depositata a luglio alla segreteria generale del comune dai consiglieri di Area Popolare che, ai primi di dicembre, aveva raggiunto 11 firme, sulle 16 necessarie per essere discussa e votata in aula. I gruppi genovesiani di area forzista stanno ancora a guardare e il Pd deve decidere collegialmente.

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Fino alle 13 di ieri sembrava tutto stabilito. Una strategia concordata fra le varie anime dei tanti gruppi che confluiscono poi in Forza Italia. Secondo quanto racconta il capogruppo, Giuseppe Trischitta, era stato deciso che, delle 5 firme mancanti per arrivare alle 16 previste dalla legge, sulla proposta di mozione di sfiducia al sindaco Accorinti, una sarebbe stata di un azzurro, le altre quattro sarebbero rimaste a disposizione del PD fino a fine dicembre. Un modo per stanare il gruppo capitanato da Antonella Russo,  che, “nei fatti, avrebbe ampiamente dimostrato di aver sfiduciato l'amministrazione, non votando più i bilanci, ma poi al momento di agire per mandarla a  casa - secondo Trischitta - ha sempre tentennato. Ma di quella firma in più di Forza Italia ad oggi non c'è traccia. Qualcosa è cambiato nelle ultime 24 ore”- ha assicurato il forzista. A parlare per tutta la componente genovesiana dei gruppi di Forza Italia è stato Giuseppe Santalco, il quale telefonicamente ha accennato un laconico: “stiamo riflettendo, quindi per ora siamo fermi.” Sui quattro posti liberi per il Pd, invece, i tuoni della capogruppo, la quale ha definito esilarante il comportamento di Trischitta che “sollecita agli altri la forma sulla sfiducia, nonostante, sino ad oggi,  sia stato il più convinto fondamentalista sostenitore di Renato Accorinti, votando tutti gli atti dell'amministrazione.” “Inoltre – ha aggiunto Antonella Russo - non si capisce Trischitta a che titolo parli, visto che il resto delle componenti di Forza Italia,  quasi un terzo del consiglio, non ha supportato la sua scelta. Il pd – ha concluso la capogruppo- non si lascia tirare per la giacchetta da nessuno, ed  essendo un partito, a differenza di altri, deciderà collegialmente cosa fare, scegliendo il meglio per il bene della città, nell'immediato e nel futuro.” Dunque, il documento, che da luglio sino allo scorso 2 dicembre, sembrava  finito nel dimenticatoio e poi rispolverato, rischia di tornare nuovamente nel cassetto. In teoria, la firma mancante bloccherebbe anche il Pdr - Sicilia Futura, il cui capogruppo Nino Carreri, aveva dichiarato che lui e i  suoi colleghi, in tutto quattro consiglieri, avrebbero completato la rosa di 16 non appena le firme fossero state 12. Insomma, per ora, per quell'unica firma,  anche, stavolta, Accorinti può tirare un sospiro di sollievo 

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