Messina

Truffe on line, un patteggiamento e due assoluzioni

Uno stralcio dell’inchiesta della Guardia di finanza sulle vendite false che riguardava tre imputati

Truffe on line, un patteggiamento e due assoluzioni


Si è chiusa con un patteggiamento della pena e due assoluzioni l’udienza preliminare celebrata davanti al gup Salvatore Mastroeni, per l’indagine della Guardia di finanza su un vasto giro di truffe on line che fu smantellato nel 2015, dopo accertamenti molto complessi durati un paio di anni.

Erano coinvolti in questa tranche processuale - nei giorni scorsi si erano registrati alcuni rinvii a giudizio sempre davanti al gup Mastroeni di altri imputati -, il 26enne Federico Lione, ritenuto la “mente” del gruppo, il fratello 29enne Antonio Lione, e un militare dell’Esercito, Luca Cardile, 26enne. In origine erano venti, complessivamente, le persone sotto inchiesta da parte della Procura.

L’esito dell’udienza preliminare. Federico Lione ha patteggiato la pena di tre anni di reclusione, mentre Antonio Lione e Luca Cardile, che avevano scelto il giudizio abbreviato, sono stati assolti da tutte le accuse contestate. La Procura aveva sollecitato la pena di 2 anni e 4 mesi per Cardile, e l’assoluzione per Antonio Lione. Il collegio di difesa è stato composto dagli avvocati Pinuccio Calabrò, Nunzio Rosso e Daniela Chillè.

Le indagini delle Fiamme gialle presero il via nel lontano 2009, grazie a numerose denunce presentate da acquirenti del sito E-Bay che effettuavano le compravendite sul web, pagando il prezzo della merce acquistata senza mai riceverla. Gli inquirenti hanno accertato vendite di prodotti fittizi per un importo di oltre 200mila euro. La lista della truffe era lunghissima.

L’organizzazione, stando alle verifiche dei “baschi verdi”, era composta all’epoca principalmente da giovani studenti universitari, incensurati e provenienti da famiglie agiate.

L’accertamento dell’attività illecita fu possibile soprattutto grazie alle specifiche competenze tecniche del personale della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza che si avvalse di una figura specializzata in casi di cyber-crime.

Le truffe su internet purtroppo stanno diventando un fenomeno molto ricorrente. Lo stratagemma è tanto semplice quanto remunerativo: basta pubblicare inserzioni di prodotti maggiormente in voga e gettonati, quali telefonini di ultima generazione, apparecchi tecnologici, magari a prezzi allettanti, e attendere che qualcuno abbocchi; quando l’acquirente si mostra interessato e versa su una carta prepagata il corrispettivo in denaro, ecco che si materializza il raggiro: l’oggetto del desiderio non viene mai spedito e il compratore sul web lo attende invano. Oppure riceve qualcosa di poco valore, che non corrisponde all’accordo pattuito.

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Il consiglio delle forze dell’ordine

Bisogna denunciare sempre

Negli ultimi tempi, si registra un’impennata dei cosiddetti “crimini informatici”, caratterizzati, cioè, dall’abuso delle nuove tecnologie che sfruttano la rete. In questa categoria rientrano le frodi sui siti di compravendita, sul quale finti venditori traggono guadagni illeciti.

Per arginare i truffatori, si sono sviluppate figure ad hoc, specializzate nel contrastare i comportamenti fraudolenti, scovando le tracce che lasciano sulla rete e risalendo all’identità personale. Ma il primo passo da compiere resta quello di presentare denuncia alle autorità competenti.

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