Messina

Tre vite spezzate
e un futuro negato

Le storie di Christian, Santo e Gaetano

Tre vite spezzate  e un futuro negato

Una bimba di appena sei mesi questo Natale non avrà la sua prima foto accanto all’albero, con mamma e papà. È la figlia più piccola del primo ufficiale Christian Micalizzi, un’intera famiglia dilaniata e piena di rabbia per una morte che ha tolto il sorriso a parenti e amici, assieme alla quotidianità e a un pezzo di futuro fantasticato che non si avvererà più. Christian aveva 37 anni, ogni volta che la “Sansovino” era sul molo aveva il compito di sovrintendere i lavori disposti da Caronte&Tourist, dopo anni di inattività e vari disarmi.

Disarmante è stato lo strazio provato dai parenti del 57enne Santo Parisi, giunti ieri mattina da Terrasini alla camera mortuaria dell’ospedale Papardo, moglie e fratello al capezzale di una vita spezzata, di un motorista meccanico da anni precario marittimo, che “fermo” proprio non sapeva stare, ma soprattutto di un padre che lascia due figli ancora troppo piccoli.

E poi Gaetano D’Ambra, forse il più espansivo di tutti, cresciuto in una “famiglia di marinai”, il più piccolo, appena 27 anni, quello con più tempo rubato e tolto alle carezze di una giovane moglie e all’affetto degli amici. Lui era un amico, non solo un collega, di Ferdinando Puccio, il giovanotto di macchina a cui dal cielo Christian, Santo e Gaetano, adesso stanno gridando: “resisti”.(ti.car.)

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