Messina

Isola pedonale,
prove di dialogo

Proficuo confronto ieri in Commissione consiliare tra le varie parti... in causa. Cacciola: «Va seguito il Piano urbano del traffico». Interdonato: «Bisogna riempirla di contenuti»

Isola pedonale,  prove di dialogo

La conflittualità ideologica rischia di elevarsi spesso oltre la soglia della stabilità emotiva quando si parla di isole pedonali a Messina: è un nervo scoperto, inevitabilmente, soprattutto dopo il caso che ha riguardato la chiusura stabile dell’area del centro nella zona di piazza Cairoli. Difficile, quasi impossibile trovare unità ed ogni qualvolta l’argomento finisce sui tavoli di confronto, anche istituzionali, il pericolo che si arrivi allo scontro verbale è alto.

Coraggioso è risultato così il tentativo portato avanti ancora una volta dalla 2. Commissione di Palazzo Zanca, che ha riunito consiglieri, operatori del settore commerciale e rappresentanti di associazioni, con l’assessore alla viabilità, Gaetano Cacciola. Ufficialmente per parlare di spazi da sbarrare al traffico nel periodo natalizio, ma inevitabilmente si è finiti con il ricadere sul dibattito relativo all’ampliamento delle zone da rendere perennemente pedonali.

Dagli scranni sono giunte alcune immancabili e talvolta provocatorie stoccate all’Amministrazione, proposte e qualche domanda. Un appello affinché si pensi e si sperimenti anche qualcosa di innovativo è giunto dal vicepresidente del Consiglio, Nino Interdonato, il quale ha voluto ribadire che «le isole vanno riempite di contenuti» per evitare flop. Fondamentale in questo senso risulta il ruolo da attribuire e garantire ai privati, attraverso un baratto che passi da sgravi sulle onerose tassazioni e giunga ad interventi per arredi, abbellimenti, allestimenti strutturali.

Ma è possibilire sperimentare ipotesi diverse in attesa che si pronuncino nuovamente i tribunali dopo la sentenza del Tar? E valutare test in altri luoghi della città?

Ci prova Cacciola a fare chiarezza: «Va seguito ciò che è previsto dal Piano urbano del traffico, non si possono effettuare prove fuori perimetro – ha spiegato –, quindi ci muoveremo solo sugli ambiti in cui ci viene consentito».

Pippo Trischitta lancia l’idea di una chiusura a fasi alterne in centro, in pratica limitata ai soli weekend. E ricorda come in passato erano giunte al Comune altri progetti come quella della “Rambla San Martino”. Gli interventi si susseguono e in alcuni casi solo la sagacia e la fermezza, che va riconosciuta alla presidente Simona Contestabile, riescono a garantire la prosecuzione dei lavori. Ciò che nella prevalenza delle città italiane è già realta da decenni, dalle nostre parti è diventato, tristemente come in molti altri casi, terreno di scontro politico, di battibecco, di dispetto e e poi ripicca. Comunque la si guardi, non essere riusciti a raggiungere un’idea univoca ed essere ancora lontanissimi dalla stessa, è un’enorme sconfitta.

Ma la mediazione continua. Il presidente di Confesercenti, Alberto Palella, pensa ad un tavolo di concertazione composto esclusivamente da tecnici ed esperti del settore che possano analizzare ogni ambito senza preconcetti, portando in Aula una formula convincente e condivisa. Uno studio che tenga conto, come chiesto da Salvatore Sciliberto di Confcommercio, anche delle ricadute economiche tangibili che deriverebbero da disegni previsti in isole pedonali ampie. Mettere un punto su quella che sembra quasi una «guerra tra condòmini», così l’ha definita Marco Mulè di Messina Pedonale, generando la reazione stizzita di alcuni consiglieri. Un termine forte mirato più a stigmatizzare i toni aspri che hanno accompagnato generalmente in confronto più che a volere essere d'offesa per qualcuno.

Mp fa il tifo per una pedonalizzazione stabile di via dei Mille, come Millevetrine: «Coordinamento di eventi, accoglienza, risposte positive dalla gente, questo è quello che abbiamo garantito in quindici anni», ricorda il presidente Giambattista Arrigo. Dall’8 dicembre è prevista la classica pedonalizzazione della “striscia”, al momento senza data di conclusione. I No-Isola sono pronti a dare battaglia nel caso in cui si dovesse andare oltre i termini consentiti.

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