Report 2016

Messina sempre più
in crisi d’identità

Le cifre del Report “Messina 2016” del Dipartimento comunale di statistica. Siamo la città siciliana che perde più abitanti e ha il più alto tasso di disoccupati

Messina sempre più  in crisi d’identità

Se “Ecosistema urbano” è il Rapporto stilato da Legambiente su tutto il territorio italiano, “Messina in cifre 2016" è il Report pubblicato dal Dipartimento comunale di statistica che, attraverso sezioni tematiche quali incendi, verde urbano, rumore, rifiuti, acqua, eco management, tpl, scuola imprese, lavoro reddito e croceristi, offre una sintesi dei principali dati rilevati nel nostro Comune. Una sintesi ancor più rispondente alla realtà rispetto a quella fotografata dagli studi di livello nazionale. Non ci sono classifiche ma cifre concrete.

Il primo dato che risalta è quello relativo agli incendi: negli ultimi due anni si è registrato un numero di roghi nettamente inferiore agli anni precedenti, anche se l’allarme resta perchè le fiamme appiccate dagli incendiari hanno comunque interessato vaste porzioni di territorio.

I numeri del verde urbano in città non subiscono, rispetto agli anni passati, nessun cambiamento. Non si incrementano i valori assoluti e se la disponibilità di verde urbano per abitante cresce, è perché si è ridotto il numero di abitanti. E non è un dato consolante, visto che la città è scesa da oltre 250 mila agli attuali 238 mila residenti.

Su un altro fronte, quello che preoccupa maggiormente è l’inquinamento da rumore. L’andamento temporale dei livelli medi, sia diurni che notturni, è sempre più elevato rispetto ai limiti di legge. Quelli medi annuali diurni registrati sui viali Boccetta ed Europa e via Celi sono, pur non rispettando i limiti di legge, più bassi rispetto a dieci anni prima, mentre quelli notturni sono stabili negli ultimi anni. Per quel che concerne il settore rifiuti, si è registrata una riduzione del totale dell’immondizia prodotta rispetto all’anno 2012 (-4,69%) ma non rispetto all’anno precedente (+3,05%). La differenziata si attesta intorno al 13 per cento, con punte mensili del 18% (accertate nei mesi di maggio e giugno 2015). Il valore complessivo di rifiuti prodotti, però, appare più elevato rispetto all’anno 2014, in controtendenza al fenomeno della riduzione di abitanti. Decresce la quantità di rifiuti conferiti in discarica (-12,22% rispetto al 2012 e -1,37% rispetto all’anno precedente). Ogni cittadino ha prodotto, in media, nel 2015, circa 424 Kg di rifiuti indifferenziati e circa 63 Kg di differenziati.

Diminuiscono considerevolmente i consumi idrici tra il 2012 ed il 2015. L’acqua fatturata per uso civile domestico decresce del -5,5% rispetto al 2014 e del -9,16% rispetto al 2012. Notevole anche la riduzione dell’acqua fatturata per uso civile non domestico, -27,3% rispetto al 2014 e – 47,5% rispetto al 2012. Complessivamente il totale di acqua fatturata decresce del -7,9% rispetto all’anno 2014 e del -15,3% rispetto al 2012. Pertanto decrescono anche i consumi medi pro capite che decrescono del -4,9% rispetto al 2014 e del -7.9% rispetto al 2012.

Nel campo degli investimenti ecocompatibili, spicca l’assenza dei veicoli ecologici, metano, Gpl, elettrici, con quest’ultimi che rappresentano solo il 2,85% del parco veicoli nell’anno 2015. Nel capitolo del trasporto pubblico, restano costanti i dati strutturali: lunghezza delle linee di autobus, tram e corsie preferenziali. Cresce la lunghezza delle piste ciclabili che passano da 3,8 km del 2013 ai 6 km del 2015. Migliora anche la superficie delle aree pedonali rispetto al 2013 (+56%).

Sul fronte economico, l’analisi per settore evidenzia come vi sia, nel biennio 2014-15, un saldo negativo per il Commercio (-373 unità), flessione consistente anche per le imprese dei settori Costruzioni (-119), attività manifatturiere (-85) e servizi di alloggio e ristorazione (-85 unità). In città diminuiscono gli occupati: -1,49% rispetto al 2014 e -19,51 rispetto al 2005. Crescono i disoccupati (+6,90%) rispetto al 2014. Il confronto regionale mostra come la città di Messina abbia un tasso di disoccupazione molto più elevato degli altri grandi Comuni siciliani.

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