nel messinese

Gotha, arrestato "Zanna"

I Carabinieri hanno arrestato a Terme Vigliatore l'albanese Zanmir Dajcaj, noto come Zanna, ritenuto esponente di spicco del clan mafioso dei Mazzarroti. Nonostante un divieto di dimora in provincia di Messina continuava a nascondersi vicino la sua abitazione da dove gestiva i suoi affari

Condannato al 416bis  soggiornava a Terme Vigliatore

Si nascondeva tranquillamente nella sua abitazione di Terme Vigliatore continuando a gestire il suo florido vivaio incurante del divieto di dimora in provincia di Messina che gli era stato imposto nel 2014 nell'ambito dell'indagine Gotha- Pozzo 2. L'albanese Zanmir Dajcaj, 43 anni ritenuto personaggio di spicco del clan dei “Mazzarroti” è stato arrestato dai Carabinieri durante un blitz compiuto nel suo nascondiglio. I Militari, che controllavano la zona dall'alto con l'ausilio di un elicottero, hanno circondato la casa, una costruzione abusiva in contrada Case Bruciate, a ridosso del torrente Mazzarrà. Un nascondiglio in muratura dotato di tutti i comfort: stanze da letto, bagni, soggiorno con camino. Dajcaj non ha opposto resistenza e si è fatto ammanettare.
L’albanese era stato condannato due anni fa a 12 anni di carcere nell’operazione “Gotha – Pozzo II” ed in precedenza era stato condannato per l'estorsione ad un giostraio di Oliveri e coinvolto nelle operazioni antimafia Sistema e Vivaio. Concluso il termine massimo di custodia cautelare, era stato sottoposto dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina al divieto di dimora in provincia di Messina. Ma DAJCAJ, conosciuto come “Zanna”, non ha mai lasciato terme Vigliatore e di lui si parlava in paese soprattutto per la sua attività nel comparto vivaistico. Di Dajcaj si sapeva che gli affari andassero bene nonostante il suo coinvolgimento nelle operazioni antimafia e la condanna.
Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura Distrettuale di Messina, hanno consentito di accertare che “Zanna”, già da tempo si nascondesse a ridosso di un avviato vivaio di piantine di agrumi ornamentali. Un'attività, circa 60.000 piantine, che l'albanese quotidianamente coltivava e che avrebbero fruttato sicuri guadagni anche se completamente al “nero”.
La Corte d’Appello di Assise di Messina, su richiesta dei Sost. Proc. della D.D.A. di Messina, Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo, ha disposto l’arresto di DAJCAJ che ora si trova ai domiciliari.

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