Messina

Uccise pensionato per rapinarlo, Castorina condannato a 30 anni

L’aggressione del luglio 2015 in via Maddalena. Colpì la vittima al capo con un soprammobile dopo essere stato scoperto

Uccise pensionato per rapinarlo, Castorina condannato a 30 anni

Trent’anni di reclusione. Ecco la condanna, pesantissima, per il 29enne Gesualdo Castorina, che era accusato di omicidio e rapina aggravati. Lo ha deciso il gup Daniela Urbani per la vicenda della rapina sfociata in tragedia di via Maddalena del luglio 2015, che provocò la morte di un 62enne infermiere in pensione, deceduto dopo due mesi dai fatti. Castorina fu incastrato grazie ad un mozzicone di sigaretta abbandonato sul posto. E la condanna a trent’anni, visto che si era in regime di giudizio abbreviato, quindi lo “sconto” è relativo alla pena più dura prevista, ovvero l’ergastolo, l’aveva chiesta il pm Stefania La Rosa. Castorina è stato assistito dall’avvocato Salvatore Stroscio, mentre i familiari si sono costituiti parte civile e sono stati rapprsentati dall’avvocato Fabrizio Cosentino.

Castorina e l’infermiere si conobbero il 9 luglio del 2015 a piazza Cairoli. Poco dopo decisero di recarsi a casa del pensionato e secondo la ricostruzione degli investigatori della Mobile, che a suo tempo svilupparono le indagini, in un intervallo di tempo brevissimo, nacque un rapporto sempre più intimo, o quanto meno Castorina fece credere questo all’infermiere. I due sorseggiarono insieme una birra nell’abitazione del pensionato, in via Maddalena. Castorina si accorse che il pensionato soffriva di grossi problemi di memoria e cercò di sfruttare a proprio vantaggio le amnesie. Approfittando di un attimo in cui era rimasto da solo nel soggiorno, cominciò a frugare. Il proprietario lo sorprese e venne aggredito brutalmente, colpito più volte al capo con un soprammobile, rimanendo agonizzante sul pavimento. Il 28enne, quindi, si dileguò, portando un vassoio in argento. Il corpo del malcapitato venne scoperto il mattino successivo dal fratello, che trova il 62enne per terra, in bagno, moribondo e nudo. Il 9 settembre, dopo due mesi di agonia, l’ex infermiere morì.(n.a.)

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