Messina

Verso le elezioni universitarie
Candidature e regole del gioco

Si voterà il 22 e 23 novembre per il rinvio sancito dai vertici d’ateneo. Sfida accesa per gli undici seggi da assegnare agli organi superiori

Verso le elezioni universitarie  Candidature e regole del gioco

Le Universitarie per il biennio 2016/2018 porteranno all’elezione di cinque studenti in seno al Senato accademico, due al Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo, due al Comitato sovrintendente delle attività sportive (Csasu), un dottorando o assegnista di ricerca all’interno del Senato accademico e uno specializzando ancora nello stesso Senato.

Una tornata importante che lascerà il segno sulla rappresentanza studentesca all’interno dei principali organi decisionali dell’Università di Messina, chiamati ad incidere su scelte determinanti per il presente e anche il futuro dell’Ateneo. Un appuntamento atteso tra meno di un mese ma già entrato nel vivo grazie ad una campagna elettorale accesa in cui non sono mancate le polemiche e i colpi a sorpresa, soprattutto per ciò che concerne l’esclusione di tre liste per ragioni formali-burocratiche che alla fine penalizzerà in qualche modo entrambi i principali schieramenti in campo.

La contesa si preannuncia aspra e in certi Dipartimenti con infuocati testa a testa. La macchina organizzativa nelle sedi delle varie associazioni è attiva da diverse settimane: moduli da compilare, telefonate, giornate a studiare le mosse, notti insonni per chiudere le liste. Ora si guarda “solo” alle urne, così come in ogni competizione che si rispetti, la caccia al voto è partita nella speranza di convincere l’elettorato delle proprie ragioni, ambizioni, obiettivi, punti di forza. Un quadro che, per la conformazione strutturale-dipartimentale del nostro ateneo, segue logiche sempre molto particolari anche sulla base della folta presenza di studenti calabresi.

Dopo il rinvio sancito dai vertici dell’Università, le votazione avranno luogo il 22 e il 23 novembre dalle 9 alle 18. Lo spoglio delle schede avverrà il 24 novembre dalle 8,30 e fino al completamento delle operazioni di scrutinio. I seggi verrano ripartiti tra liste concorrenti di candidati in proporzione ai voti riportati da ciascuna lista e, all'interno di questa, sulla base delle preferenze conseguite da ciascun candidato. Sono escluse dall’assegnazione dei seggi le liste che abbiano ottenuto un numero di voti inferiore al 5% dei voti validi complessivi. La distribuzione dei seggi tra le liste concorrenti viene effettuata secondo il criterio proporzionale applicando il metodo D'Hondt.

La coalizione “Orum” presenta al Cda Fiorenzo Neri (Orum), Marco Greco (Messina Giovane), Tita Scarfò (Orum) e Gianluca Piromalli (Orum). Ancora al Senato Lavinia Rita Parisi (Morgana), Vincenzo Ritorto (Nettuno), Marco Greco (Messina Giovane), Arianna Greco (Università Eclettica), Andrea Celi (Gea Universitas) e Stefani Cicero (Orum). Infine i candidati dello Csasu sono Gianluca Aquilia e Saverio Pelle (Orum). Dall’altra parte nello schieramento “Universo” in corsa per il Cda ci sono tutti candidati del gruppo “Figli di Ippocrate”, i reggini Carmelo Stelitano e Domenico Nirta, il messinese Carmelo Stelitano. Al Senato competono Andre Fiore (Atreju), Giuseppe Recupero (Credito Accademico), Giovanni Ruggero (ErMes), Daniele Tripoli (Figli di Ippocrate). Verso lo Csasu, infine, “viaggiano” Vincenzo Signoriello (Omega) e Luigi Andriello (Articolo 21). Le liste escluse per le rappresentanze nei Dipartimenti, ovvero Gea e Università Eclettica, non sono state tagliate fuori per gli organi superiori, ma risultano “depotenziate” perché i candidati che concorrevano nelle ex facoltà saranno, a causa appunto della non partecipazione, meno coinvolti e quindi attrarranno meno voti. Quello che in gergo viene chiamato “effetto trascinamento”.

Non verranno eletti in questa fase coloro che dovranno trovare posto all'Ersu, con tutta probabilità si voterà a marzo e sarà eletto un solo rappresentante, non più tre come in passato. La sfida tra i candidati degli organi superiori, ovviamente, è simbolicamente un banco di prova anche per chi poi ambirà al posto nell’Ente regionale per il diritto allo studio.

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