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Psicosi carbonchio, ma l'Asp rassicura

Sedici mucche sono state abbattute in tre allevamenti in provincia di Catania a pochi chilometri dal confine con la provincia di Messina per la presenza di carbonchio ematico. Il provvedimento ha fatto scattare la psicosi in molti centri dei Nebrodi ma dall'Asp 5 oggi confermano che nessun caso è stato rilevato nel messinese e che la situazione è assolutamente sotto controllo.

Psicosi carbonchio, ma l'Asp rassicura

Il carbonchio ematico, un batterio letale anche per l'uomo, ha fatto la sua comparsa in alcuni allevamenti del catanese al confine con la provincia di Messina. I medici del servizio veterinario di Bronte hanno accertato ben tre focolai e disposto l'abbattimento di 16 capi di bovini, tre dei quali deceduti perchè colpiti dal carbonchio ematico. Così a cavallo fra i comuni dei Nebrodi e l'Etna è esploso il panico dopo che il sindaco di Bronte, Graziano Colonna ha firmato un'ordinanza che dispone una serie di drastici provvedimenti per evitare il contagio del batterio.

Paura ingiustificata, soprattutto nel messinese, si affrettano a spiegare  i responsabili dell'area Igiene degli allevamenti dell'Asp 5 visto che in provincia di Messina non è stato rilevato un solo caso di animali affetti da carbonchio. Gli abbattimenti riguardano perlopiù i comuni di Maletto, Maniace e Randazzo dove però gli animali sarebbero già stati isolati e sono stati vaccinati quasi 8000 capi di bestiame. A Messina la situazione è sotto controllo -spiegano all'Asp 5- vengono seguiti soprattutto gli allevamenti dei comuni di Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria e le zone più vicine a quelle incriminate del catanese. Ma non c'è allarme. I veterinari dell'Asp 5 vigilano e monitorano la situazione e sono pronti ad intervenire in qualsiasi momento.
Per fortuna il contagio non si propaga facilmente tra gli uomini.  Perchè questo accada è necessario che le persone abbiano un contatto diretto con l’animale morto o con le spore presenti nelle vicinanze della carcassa. Nel caso del risvolto ematico della patologia – quello che ha colpito gli animali in provincia di Catania- è ancora più difficile. Il contatto deve avvenire tra le ferite dell’animale ed eventuali ferite dell’uomo. Praticamente  impossibile invece il contagio derivante dal consumo della carne che, in caso di presenza di carbonchio assume una colorazione nerastra e quindi facilmente riconoscibile.
Fra le precauzioni consigliate a chi vive nelle zone in cui sono stati trovati animali morti per carbonchio. «Non raccogliere funghi, verdure o altri prodotti almeno fino a 15 metri di distanza dalle carcasse . Non ci sono invece pericoli che riguardino il latte e i suoi derivati. Gli animali affetti da carbonchio ematico, infatti, non producono latte.

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