Messina

Droga, sei richieste pesanti

L’operazione “Gioia” sul traffico tra Barcellona, Falcone e Messina. Il pm Fradà ha sollecitato pene fino a 11 anni di reclusione

Droga, sei richieste pesanti

Sei richieste pesanti di condanna in uno degli stralci processuali dell’operazione antidroga “Gioia”, scattata il 19 marzo del 2015, che ha consentito ai carabinieri della Compagnia di Barcellona, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Fabrizio Monaco, di arrestare 23 persone accusate di aver partecipato, a vario titolo, ad una associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti tra Barcellona, Falcone e Messina. Le ha formulate il pubblico ministero Antonella Fradà davanti al giudice monocratico Scolaro, dopo una lunga requisitoria. In questo troncone è coinvolto il gruppo dei messinesi che in sede d’udienza preliminare davanti al gup Maria Militello, nel settembre del 2015, aveva formulato richiesta di poter patteggiare la pena per i casi di “lieve entità” relativi alle ipotesi di spaccio di stupefacenti, richiesta che il gip non ritenendo congrua aveva rigettato, rimandando al giudizio ordinario, anche perché era stata rigettata anche l’ipotesi di rito alternativo. Si tratta di Angelo Aspri, 32 anni; Giuseppe Astuto, 25 anni; Nunzio Corridore, 39 anni; Antonino Casablanca, detto “Topolino”, 40 anni; Giacomo Pulejo, 34 anni; Pasquale Erba, 49 anni.

Ecco le richieste di condanna che l’accusa ha formulato nei loro confronti: Angelo Aspri 11 anni; Giuseppe Astuto 6 anni e 6 mesi; Nunzio Corridore 10 anni; Antonino Casablanca 7 anni; Giacomo Pulejo 10 anni e 6 mesi; Pasquale Erba 10 anni e 2 mesi.

Secondo la ricostruzione investigativa che i carabinieri hanno effettuato dopo mesi d’indagine, nel quartiere di Sant’Antonino a Barcellona, si movimentavano partite di droga dirette verso Falcone e Oliveri. I flussi verso i paesi dell’hinterland che rappresentavano i terminali dell’attività illecita, venivano assicurati da “corrieri” che puntualmente superavano i controlli effettuati dalle forze dell’ordine. La scoperta del traffico di droga scaturì da uno sviluppo investigativo dell’operazione portata a termine dai carabinieri del Reparto operativo di Messina, che sfociò nella cattura dei fratelli Mignacca. Il processo è stato rinviato al 25 ottobre per chiudere il ciclo delle arringhe difensive, degli avvocati Salvatore Silvestro, Nunzio Rosso, Domenico Andrè, Massimo Marchese e Giuseppe Donato.(n.a.)

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