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Latte per i poveri, indagine della Procura

La Procura ha aperto un'inchiesta sul ritrovamento di generi alimentari destinati ai bisognosi e pronti per essere messi in commercio. La sconcertante scoperta dei carabinieri nel deposito di una ditta messinese dove sono stati sequestrati 500 litri di latte con il marchio Aiuti dell'Unione Europea.

Latte per i poveri... in commercio: maxi sequestro

Generi alimentari destinati alle famiglie bisognose finiti in vendita. Il nuovo scandalo, alle spalle dei poveri, è stato scoperto a Messina dai Carabinieri in sinergia con personale dell'Asp 5. Circa 500 litri di latte che sui brick portavano impresso il marchio dell'Unione Europea sono stati trovati nel deposito di una ditta. Ne mancavano almeno altre 500 confezioni che probabilmente sono già state messe in commercio. Ovviamente non nei supermercati poiché nessuno comprerebbe del latte che porta impressa sul cartone la dicitura aiuti dell'unione europea ma più probabilmente in esercizi commerciali come bar o ristoranti. I veterinari del servizio Igiene degli alimenti dell'Asp 5, coordinati dal dottor Santi La Macchia, hanno subito avvertito i Carabinieri che hanno eseguito il sopralluogo, il sequestro della merce ed hanno denunciato il titolare della ditta per ricettazione di aiuti alimentari non commerciabili. Il sospetto è che dallo stesso deposito siano spariti anche quintali di zucchero, formaggi ed olio alimenti non tracciabili ma che sarebbero transitati dallo stesso magazzino.
La scoperta non deve comunque minimamente intaccare il lavoro generoso di decine di associazioni di volontariato e di migliaia di persone che si prodigano per aiutare i più bisognosi ne deve scoraggiare i cittadini messinesi famosi per la loro generosità in occasione delle collette alimentari. Il meccanismo scoperto dai Carabinieri infatti nulla a che vedere con la base del volontariato. E' l'Unione Europea che periodicamente indice delle gare d'appalto con le più importanti ditte per approvvigionarsi di generi alimentari che distribuisce poi ad associazioni caritatevoli. I prodotti quindi vengono poi consegnate alle associazioni umanitarie che a loro volta, attraverso una fittissima rete di volontari, li fanno arrivare alle famiglie bisognose. E' durante questa filiera, ma chiaramente nelle fase iniziali, che si verifica il corto circuito. Tutto ciò denota quanto meno una scarsa attività di controllo e vigilanza da parte delle associazioni umanitarie. Far sparire intere pedane di latte o quintali di provolone e grana non è facilissimo e come minimo sono diverse le persone coinvolte nel traffico illecito scoperto dai carabinieri sul quale la Procura di Messina ha già avviato un'inchiesta.

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