Messina

Carni adulterate nel 60% delle macellerie controllate

Ispezioni dei carabinieri in alcuni punti vendita cittadini

Carni adulterate nel 60% delle macellerie controllate

Non conosce sosta, purtroppo, la pratica del “ringiovanimento” delle carni ottenuto mediante l’utilizzo illecito di sostanze chimiche.

È emerso dai recenti controlli eseguiti dai carabinieri del Nas di Catania e del Comando provinciale di Messina in dieci macellerie della città dello Stretto, in sei delle quali sono state riscontrate irregolarità.

Nello specifico, i titolari avrebbero fatto ricorso a nitrati e solfiti per ottenere una presentazione migliore dei prodotti, che risultavano con un colore più vivo e sembravano più freschi. Dietro, però, si celava ben altro, in quanto la carne era già interessata da naturali processi putrefattivi, in questo modo abilmente mascherati.

Le verifiche sono state effettuate dai militari dell’Arma seguendo un’attenta attività di campionamento.

Il quadro è allarmante: nel 60 per cento dei casi gli esami analitici hanno dimostrato un uso smodato di tali sostanze in concentrazioni molto elevate e pericolose per la salute pubblica, soprattutto nei macinati a base di carne, ove l’impiego degli additivi è più agevole.

Infatti, nitrati e solfiti, non consentiti e non dichiarati, agiscono come veri e propri allergeni e possono provocare effetti tossici talvolta anche letali.

Ciononostante, continua a registrarsi la scarsa sensibilità e attenzione di alcuni esercenti, che di fronte alla possibilità di vendere e quindi guadagnare mettono in secondo piano la salute degli ignari acquirenti.

I titolari delle sei macellerie incriminate, ubicate nel territorio comunale, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica insieme al gestore di un deposito all’ingrosso di carni, fornitore degli stessi.

Sul fenomeno sarà mantenuta alta e costante l’attenzione da parte dei militari del Nucleo antisofisticazione e sanità, che adesso ispezioneranno esercizi della provincia peloritana.

Commenti all'articolo

  • infe42

    13 Ottobre 2016 - 16:04

    se non date i nomi Voi o i C.C. loro continueranno ad AVVELENARCI e noi non potremo difenderci,con l'unico mezzo a disposizione -comprare dai macellai onesti-.

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  • Grace

    13 Ottobre 2016 - 12:12

    A tutela dei consumatori è legittimo chiedere i nomi delle attività, in quanto visto la concentrazioni molto elevate e pericolose per la salute pubblica,i clienti (anche bambini) che hanno comprato e mangiato quelle carni, possano controllarsi e verificare che tali sostanze non abbiano inficiato sul oro stato di salute..

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  • il migliore

    13 Ottobre 2016 - 10:10

    desidereremmo NOMI , FOTO e INDIRIZZI delle rivendite.come normalmente fate ....per altri soggetti d'indagine vedi Politici e non ....questa è una buona azione per la collettività

    Rispondi

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