Messina

Chiuse anche le scuole
Pirandello e Tommaseo

Istituti comunali nel caos: dopo lo stop alla “Drago” in tilt altre due strutture. Emersi gli stessi problemi del plesso di via Catania: intonaci a rischio e “criticità” negli edifici

Chiuse anche le scuole  Pirandello e Tommaseo

Continuano i problemi per le scuole cittadine. Alla Enzo Drago le lezioni di almeno una parte degli alunni potrebbero riprendere nella prossima settimana. Alla Pirandello e alla Tommaseo, niente attività scolastica per tutta questa settimana e da lunedì, via agli spostamenti utili per dare continuità allo studio a 400 alunni.

Ieri pomeriggio si è svolto il sopralluogo alla “Drago” per verificare con cognizione di causa quali siano gli interventi da effettuare per far fronte all’emergenza aule.

In base ad una relazione commissionata dal Comune e cofinanziata dal Miur per la verifica delle condizioni di 18 istituti scolastici, sarebbero emerse alcune criticità specie negli intonaci della scuola di via Catania. Una volta entrata in possesso dei risultati di questo screening, la preside Giuseppa Scolaro, ha deciso di sospendere le lezioni in tutto il plesso. Interessate alle criticità, erano infatti, più zone del soffitto, e spesso di parti in comune o di comunicazione fra un’aula ed un’altra. Portone chiuso a partire da martedì per seicento studenti e decine di insegnanti e via subito alla contromisure.

Prima è stata vinta la battaglia amministrativa con la firma a Palazzo Zanca dell’incarico alla ditta che ha vinto la gara per la manutenzione straordinaria delle scuole. Poi è iniziata la trafila dell’avvio dei lavori. L’assessore Sebastiano Pino, i rappresentanti della ditta e la preside ieri pomeriggio hanno concordato per stamattina l’avvio delle operazioni di ripristino della sicurezza. Non si tratta di gravi criticità, ma quando c’è un documento che ne attesta l’esistenza è difficile pensare che il primo responsabile della sicurezza di una scuola o di un qualunque edificio pubblico, possa prendersi la briga di infischiarsene.

Solo dopo la prima giornata di lavori – ha spiegato la ditta ieri – si capirà che cronoprogramma garantire e come poter far riprendere le lezioni. È difficile che tutti e seicento gli studenti, della materna, della primaria e della secondaria di primo grado, possano rientrare in aula lunedì, ma magari un piano potrebbe essere riattivato. «Poi potrebbe scattare una turnazione», dice la preside, che stamattina dovrà pianificare nel collegio docenti proprio questo importante aspetto. I primi a poter rientrare potrebbero essere i piccoli della Materna, visto che per arrivare alle loro aule c’è un ingresso alternativo. Ma i genitori già rumoreggiano per l’ipotesi dell’avvio dei doppi turni.

Le lezioni sono sospese da ieri anche in altri due grandi scuole cittadine: la Tommaseo e la Collereale-Pirandello. Riprenderanno, qui per certo, lunedì ma con degli spostamenti che dovrebbero essere momentanei.

La preside Rosalia Schirò ha fatto fronte a due diversi input di criticità. Per quanto riguarda la scuola Collereale-Pirandello, è arrivata la stessa relazione pervenuta alla Enzo Drago. Evidenziate alcune “debolezze” della struttura e dunque ora sono necessari degli interventi. Alla Tommaseo, dopo una serie di controlli e diverse richieste d’intervento inoltrate al Comune, dopo l’ultimo sopralluogo di ieri mattina è scattato lo stop alle attività.

In questo caso da circoletto rosso sono le condizioni dei bagni, dei cantinati, della pavimentazione, spiega la preside. «In entrambi i casi si tratta di situazioni momentanee e che vogliamo chiarire con Palazzo Zanca – dice la Schirò –, fino a domani niente scuola ma da lunedì gli studenti delle due plessi, e della scuola dell’infanzia Piemonte, saranno ridistribuiti nella scuola Manzoni e all’Istituto Antoniano. I giorni di scuola che perderanno saranno recuperati».

L’esplosione dei casi Drago, Paino (dove però la chiusura del plesso è stata programmata fra Istituto e Comune) e ora Tommaseo e Pirandello-Collereale, fanno seguito alla più clamorosa chiusura della scuola Ettore Castronovo, decisa dopo l’intervento dell’Ufficio provinciale del lavoro, alla luce delle condizioni precarie della struttura di Bordonaro.

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