Taormina

Operazione anti-riciclaggio, 4 arresti

La Guardia di Finanza di Taormina ha arrestato quattro persone accusate di aver riciclato ingenti somme di denaro di un costruttore bresciano. Sequestrato un ingente patrimonio comprendente anche quote societarie di un notissimo albergo a cinque stelle di Taormina.

Vasta operazione anti-riciclaggio

Facevano la “Bella Vita” da qui il nome dell'operazione scattati stamani all'alba, ma per avere una tale disponibilità economica avevano dovuto compiere una serie di azioni finita sotto la lente d'ingrandimento della Guardia di Finanza. Soprattutto il riciclaggio di ingenti somme di denaro di un costruttore bresciano. Stamani le Fiamme Gialle di Taormina hanno arrestato quattro persone, tre delle quali ai domiciliari ed una sola in carcere. A fare la bella vita nei centri del taorminese, dove è nata la loro amicizia,  l'imprenditore Angelo Mulè, 62 anni, da anni residente in provincia di Brescia ed il 65enne Antonino Nicita  noto operatore turistico del taorminese. Secondo l'accusa quest'ultimo, con la complicità di altre persone, investiva capitali di Mulè che in passato era già stato denunciato per reati finanziari e destinatario di un mandato di cattura internazionale eseguito in Svizzera per bancarotta fraudolenta.  Ai domiciliari sono finiti anche  Patrizia Tretti, 58 anni di Brescia e Rocco Frisone 72 anni di Letojanni.

Le Fiamme Gialle hanno sequestrato un patrimonio del valore di circa due  due milioni di euro: quote societarie per 2 milioni cella società che possiede un notissimo albergo a 5 stelle a Taormina, il 51% di un importante ristorante, 4 immobili tra cui un villino tutti a Taormina, denaro, conti correnti e polizze assicurative per altri due milioni di euro. Sotto chiave è finita anche una società immobiliare intestata a Nicita e  Tretti. Provvedimenti firmati dal Gip Monica Marino su richiesta del sostituto procuratore Francesco Massara. Ma non è tutto perchè dalle indagini è emerso che Mulè emetteva  assegni circolari a persone ignare di tutto o addirittura decedute o inesistenti. I titoli di credito venivano girati ed accreditati su rapporti bancari intestati a complici taorminesi che provvedevano a prelevare il contante ed a restituirlo in cambio di una percentuale. Un enorme giro di denaro e di persone coinvolte a vario titoli che ha impegnato per mesi i finanzieri con pedinamenti ed intercettazioni.

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