Messina

Sui rifiuti è braccio di ferro

Crocetta scarica le colpe sui Comuni che rispediscono al mittente le accuse. Messina teme la nuova emergenza ma il governatore apre uno spiraglio

Crisi rifiuti,  più uomini  e mezzi

È il cane che si morde la coda. Il ministro dell’Ambiente inchioda alle proprie responsabilità il Governo regionale, il presidente Crocetta scarica le colpe sui Comuni, le amministrazioni comunali minacciano proteste eclatanti e ricorsi al Tar contro la Regione. E le vittime di tutto ciò, come spesso accade, non sono nè i Governi nè gli Enti locali ma i cittadini costretti a pagare le salatissime bollette della Tari per avere, oltretutto, in cambio un servizio scadente.

A Crocetta ha già scritto l’assessore comunale all’Ambiente Daniele Ialacqua, preannunziando ogni iniziativa legale a tutela degli interessi della comunità messinese, cioè il ricorso al Tar e, se necessario, anche l’ennesima denuncia in Procura. L’esponente della giunta Accorinti ha portato a sostegno della sua tesi, contro il provvedimento regionale che limita il tetto per il conferimento dei rifiuti in discarica, una serie di numeri che dimostrano come Palazzo Zanca, pur tra difficoltà di ogni genere, negli ultimi anni abbia comunque avviato il percorso “virtuoso” che dovrebbe portare all’incremento della percentuale di differenziata, che è il vero del nodo del contendere. Ma – sottolinea l’assessore all’Ambiente – si tratta di un percorso graduale. La Regione aveva dato una sorta di scadenzario che, secondo l’amministrazione comunale, la città di Messina sta rispettando, essendo passata dal 7,6 % al 10,77 nell’arco di qualche mese, ottenendo dunque quell’incremento del 3% di raccolta differenziata richiesto dalla stessa ordinanza firmata dalla giunta Crocetta. Ialacqua ha anche ricordato i passaggi effettuati dallo scorso giugno: la presentazione dei 3 mezzi per la raccolta di carta e cartone e dei 34 per la differenziata; l’approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano Aro, del Piano e del Regolamento per la raccolta differenziata; il progetto del porta a porta nei villaggi della città che coinvolgerà a regime, aggiungendosi alle zone dove già il servizio è partito, oltre 80.000 abitanti; la nuova ordinanza sindacale che obbliga i commercianti alla raccolta differenziata porta a porta modificando i giorni e gli orari di conferimento dei rifiuti per le utenze domestiche. Infine, anche l’imminente attivazione a Pace dell’impianto di selezione della frazione secca della raccolta differenziata. «La nuova emergenza – denuncia Ialacqua – bloccherà il circuito virtuoso avviato, obbligando l’ente gestore a “'concentrarsi” solo sull’indifferenziato per far fronte alle conseguenze devastanti provocate dall’accumulo quotidiano di 40 tonnellate di rifiuti sulle strade».

Un’emergenza che, però, potrebbe essere scongiurata. Ieri sera il governatore ha rassicurato il sindaco Accorinti, richiedendo una nuova nota da inviare al Dipartimento regionale specificando le necessità di conferimento giornaliero dei rifiuti. Il Comune ha già risposto nella stessa serata. Adesso si attendono risposte da Palermo.

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