Messina

Morte Tomasello,
in nove a giudizio

La morte dell’operaio che era alla guida della spazzatrice sul torrente Pace nel luglio del 2014. A processo il 13 gennaio prossimo dirigenti e funzionari della partecipata per la raccolta dei rifiuti

Morte Tomasello,  in nove a giudizio

Sarà il processo a chiarire tutto per la morte dell’operaio di MessinAmbiente Antonino Tomasello, che perse la vita a Pace il 3 luglio del 2014 mentre lavorava su una spazzatrice.

Ieri mattina infatti dopo la conclusione dell’udienza preliminare il gup Daniela Urbani ha deciso il rinvio a giudizio per i nove indagati dell’inchiesta gestita dal pm Anna Maria Arena. E si tratta della “nuova prospettazione” accusatoria, che venne modificata dalla Procura durante l’udienza del marzo scorso.

La mattina del 14 infatti il pm Arena depositò agli atti una modifica dell’imputazione che allargava lo spettro delle responsabilità tecniche in relazione al reato di omicidio colposo, facendo riferimento anche alla manutenzione del mezzo, citando il profilo omissivo («... per colpa consistita in negligenza ed in concorso con Silvestri Angelo (manutentore “esterno” all’ente, nei cui confronti si procede separatamente), omettevano di attendere alla manutenzione della macchina spazzatrice “Sicas Millennium” a bordo della quale trovava la morte Tomasello Antonino, o comunque omettevano di vigilare...»).

A suo tempo dopo la conclusione dell’inchiesta il sostituto procuratore Antonio Carchietti aveva chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per Alessio Ciacci, al tempo commissario di MessinAmbiente, Natale Cucè (responsabile del Servizio prevenzione e protezione), Filippo Marguccio (responsabile dell’Autocentro), per il direttore tecnico Antonino Miloro, per l’ex liquidatore Armando Di Maria, per Pietro Arrigo, Roberto Lisi e Cesare Sindoni, come addetti al Servizio di prevenzione e protezione, e infine per il dirigente responsabile del Settore servizi Claudio Sindoni. Sono loro nove adesso gli imputati del processo che inizierà il 13 gennaio prossimo, e che dovranno difendersi dall’accusa di omicidio colposo per la morte del povero Tomasello.

Ieri il gup Urbani ha tecnicamente anche estromesso MessinAmbiente come responsabile civile, ai fini cioé di un futuro risarcimento, ma la questione sulla valenza della citazione da parte dei familiari del dipendente e sulla correttezza delle procedure adottate nel corso della vicenda sarà ovviamente riproposta all’inizio del processo vero e proprio.

Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Giuseppe Carrabba, Giuseppe Mazzotta, Francesca Bonanno, Giuseppe Forganni, Carmelo Scillia e Gianluca Currò. La parte civile, i familiari dell’operaio, sono invece rappresentati nella vicenda dall’avvocato Maria Emanuele.

La perizia medico-legale eseguita dal medico legale Bruno Andò, ha stabilito che l’operaio morì per le complicanze seguite all’incidente. Viene contestata dal’accusa, tra le altre cose, anche la mancata vigilanza sulle norme di sicurezza poste a protezione del personale che effettua i servizi in strada. L’esame ha anche accertato che l’uomo, che godeva di buona salute, non accusò al momento della tragedia alcun malore. Il lavoratore, che aveva 59 anni, da oltre trent’anni al Comune, era transitato nel 2000 nella partecipata, e non aveva nel suo lavoro alcuna limitazione dovuta a patologie.

Antonino Tomasello morì il 3 luglio 2014. Nell’affrontare il lungo rettilineo in discesa di via Bertuccio perse il controllo del mezzo che si spostò a destra, sormontando dapprima il marciapiedi e le aiuole, per poi sfondare la ringhiera metallica a protezione del letto del torrente Pace, e precipitare nella fiumara.(n.a.)

La vittima

Antonino Tomasello aveva 59 anni, sposato e padre di 4 figli, era transitato dal 2000a MessinAmbiente

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