Messina

L’allarme del Genio civile: i torrenti fanno paura

Nuova richiesta alla Regione: serve l’autorizzazione per quasi cento interventi

L’allarme del Genio civile: i torrenti fanno paura

Serve «un rapido svuotamento degli alvei al fine di evitare pericolosi fenomeni di esondazione», perché rimane «gravissimo lo stato di sovralluvionamento di numerose fiumare della città metropolitana di Messina». A lanciare l’allarme è l’ingegnere capo del Genio civile Leonardo Santoro, che martedì ha inviato una nota all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, al dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione e al prefetto. Una condizione di pericolo che Santoro aveva già rappresentato il 4 giugno di un anno fa, chiedendo l’autorizzazione, allora come oggi, per eseguire interventi di rimozione dei depositi di materiale alluvionale nei torrenti. Col problema che, rispetto alla nota di un anno e tre mesi fa, i fenomeni di “sovralluvionamento”, «dovuti alla mancata o ridotta capacità di trasporto solido da parte dei corsi d’acqua ricadenti nel territorio della città metropolitana, risultano essersi aggravati a seguito degli eventi alluvionali della stagione autunnale 2015». Una situazione che assume contorni ancor più preoccupanti «nelle tratte fluviali che attraversano territori fortemente urbanizzati» e che «ha generato situazioni di pericolosità che, a causa dell’innalzamento della quota d’alveo, ha prodotto rischi di esondazione delle acque ed il conseguente pericolo di alluvionamento dei centri abitati circostanti». Il 24 maggio scorso lo stesso Santoro aveva inviato un’ulteriore nota, elencando i vari interventi di mitigazione del rischio idraulico e i torrenti in cui è necessario eseguire dei lavori. «Nota priva di alcun riscontro», sottolinea l’ingegnere capo del Genio civile. Così Santoro torna alla carica e chiede che la Regione lo autorizzi «alla redazione di perizie esecutive» per procedere con gli interventi «di manutenzione straordinaria degli alvei». Interventi che dovranno essere realizzati per ripristinare l’originaria sezione di deflusso, risagomando l’alveo nei tratti più critici. Passaggio chiave, la rimozione dei materiali accumulati dentro l’alveo stesso.

«La sistemazione di tali alvei – spiega l’ing. Santoro – verrebbe prevista, in maniera organica, nei tratti più critici dell’asta torrentizia e, solo in casi eccezionali o di manifesto sovralluvionamento, si provvederà all’asportazione del materiale movimentato ed al suo trasferimento». A questo proposito, Santoro ribadisce alla Regione la necessità d iun intervento normativa che modifichi l’attuale legge che secondo l’ingegnere capo «ha indirettamente concorso ad aggravare la manifesta situazione di pericolo». Le norme oggi in vigore, infatti, vietano «a qualsiasi titolo il prelievo di materiale dagli alvei». Un divieto che, scrive ancora Santoro, «ha impedito, ad oggi, la realizzazione degli interventi proposti che, per le ragioni di incolumità pubblica sopra esposte, risultano ormai assolutamente indifferibili per garantire condizioni di sicurezza alle popolazioni che vivono negli areali limitrofi ai corsi d’acqua».

In totale sono 99 gli interventi elencati dal Genio civile, in altrettanti torrenti o tratti di torrenti sparsi in tutto il territorio della città metropolitana. Sei di questi sono nel capoluogo: i torrenti Portella Arena, Zafferia, Larderia, Calamona, Giudeo e Briga. I territori comunali più interessati, invece, con ben sette interventi previsti dal Genio civile, sono quelli di Cesarò e Capo d’Orlando. La parola, adesso, passa alla Regione. Sperando che la risposta non sia il silenzio di oltre un anno fa.(seb.casp.)

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