Ali Terme

SS 114, code di sei chilometri
Residenti prigionieri

La fila ha interessato la Statale nel tratto compreso tra Alì Terme, Capo Alì, Itala Marina e Scaletta Zanclea. Ed è proprio nell’imbuto d'asfalto di questi due ultimi paesi che si è formato il “tappo” che ha paralizzato il traffico

SS 114, code di sei chilometri  Residenti prigionieri

E' stata riaperta alle 13 di ieri l'autostrada tra Roccalumera e Messina sud. Era rimasta chiusa dalla scorsa notte per l'incidente verificatosi in territorio di Giampilieri. E come succede in situazioni del genere, si è pensato bene di dirottare l'enorme traffico in direzione Messina, facendolo defluire dal casello di Roccalumera per poi deviarlo sul lungomare che si congiunge con quello di Nizza di Sicilia, sui quali si transita a doppio senso. Soluzione questa che, pur con qualche difficoltà, sembrava avesse alleviato i disagi alle centinaia di utenti rimasti in precedenza intrappolati per ore sulla A18. Ma il peggio però doveva ancora venire perché ad Alì Terme la via Tiro a Segno, all'estrema periferia sud dell'abitato, l’arteria che collega la 114 alla strada marina, non consente un facile accesso ai mezzi. E così auto, camion giganteschi e pullman, per raggiungere Messina si sono dovuti infilare nel budello della via Crispi, il tratto urbano della 114, che nel giro di qualche ora è diventata un vero inferno.

Con il trascorrere delle ore si è poi formata una fila di oltre sei chilometri che ha interessato la Statale nel tratto compreso tra Alì Terme, Capo Alì, Itala Marina e Scaletta Zanclea. Ed è proprio nell’imbuto d'asfalto di questi due ultimi paesi che si è formato il “tappo” che ha paralizzato il traffico, conseguenza della ristrettezza della carreggiata che sul lato mare viene peraltro utilizzata per posteggiare.

Ci sono stati momenti di totale paralisi su quei sei chilometri, tanto che in molti hanno deciso di spegnere i motori o tentare di tornare indietro per far rientro a casa. Insomma, un po' tutti sull'orlo di una crisi di nervi. Studenti, operai, impiegati, insegnanti, liberi professionisti, autotrasportatori, si sono trovati infatti prigionieri nel caldo asfissiante degli abitacoli a respirare gli scarichi delle marmitte e a sopportare il lacerante e continuo suono dei clacson di quegli automobilisti che avevano perso il controllo. Se in quei frangenti si fosse presentata una qualsiasi emergenza, nessuno sarebbe stato in grado di prestare soccorso in tempo utile. Ed un'ambulanza a sirene spiegate, infatti, è rimasta bloccata ad Alì Terme, all'altezza del collegio delle suore, nonostante si sia cercato di darle strada. Affinché la situazione si normalizzasse sull'asse stradale della 114 tra Alì Terme e Scaletta Zanclea ci sono voluti quasi 5

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