Messina

Porti, entro giovedì
la richiesta

Il presidente della Regione Crocetta deve chiedere la deroga al decreto di riforma nazionale. Obiettivo: mantenere in vita per 3 anni l’Autorità di Messina-Milazzo

Porti, entro giovedì  la richiesta

Comincia una settimana cruciale per il futuro del porto e dell’Authority Messina-Milazzo. Entro giovedì scadrà il termine per la presentazione delle richieste di deroga all’attuazione della riforma della portualità e della logistica inserita nel decreto pubblicato lo scorso 31 agosto. Da quella data sono scattati i 15 giorni concessi ai presidenti delle Regioni interessate, ai quali è stata data la possibilità di inviare un’istanza motivata al ministro dei Trasporti Graziano Delrio (che a sua volta avrà altri 15 giorni di tempo per poter esprimere il proprio parere) con cui si chiede il mantenimento in vita delle attuali Autorità portuali per un periodo non superiore ai 36 mesi.

Il governatore siciliano ha più volte assicurato che la richiesta di deroga sarà inviata a Roma entro i tempi prestabiliti e non c’è motivo di dubitarne. È stato assunto un impegno preciso: garantire all’Autorità portuale di Messina e Milazzo la piena autonomia funzionale, organizzativa, economico-finanziaria e anche programmatoria, pur nell’ambito dell’accorpamento dei porti dello Stretto con Gioia Tauro e le altre realtà calabresi.

Le “buone intenzioni” di Rosario Crocetta, però, non bastano. Ora ci vogliono gli atti concreti, quelli che sono già stati prodotti da altri colleghi del presidente della Regione siciliana (in particolare i governatori della Liguria e della Campania). Occorre sgombrare il campo da un equivoco che talvolta ritorna in alcuni ragionamenti e discussioni tra le forze politiche e gli stessi rappresentanti di enti e istituzioni regionali e locali: la richiesta di deroga non è un “favore” che si sta facendo a Messina e Milazzo per “congelare” la situazione in questi tre anni e vedere poi quello che accadrà in futuro. Messina-Milazzo aveva e ha il sacrosanto diritto di rimanere sede di Autorità di sistema portuale, perché non aveva e non ha nulla di meno (anzi, è l’esatto contrario) rispetto a porti come quello di Ancona, Ravenna o di Civitavecchia, che non sono stati “toccati” dalla riorganizzazione complessiva decisa dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Tre anni sono il lasso di tempo necessario per programmare il futuro delle aree portuali e dell’intera Zona falcata, ma nei prossimi mesi la posta in palio deve essere ancora più alta: modificare la legge di riforma, facendo di Messina-Milazzo la sedicesima Autorità di sistema portuale.

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