Barcellona

Barcellona privata del suo Pronto soccorso

L’effetto choc per la seconda città della provincia, i suoi 42.000 abitanti cui si aggiungono quelli dell’hinterland. Il sindaco Materia si ribella: così negati i livelli minimi di assistenza. La Uil: azzerati 80.000 utenti

Barcellona privata del suo Pronto soccorso

Scompare l’emergenza urgenza. L’ospedale di Barcellona perderà il Pronto soccorso e la sua funzione originaria. Non ci sarà quella che il direttore generale dell’Asp Sirna chiamava “rifunzionalizzazione” del Pronto soccorso che invece, secondo il piano varato dall’assessore regionale Gucciardi, sarà soppresso per alimentare il polo delle emergenze di Milazzo.

«Si sta realizzando il progetto di chiusura dell’ospedale “Cutroni Zodda», ha denunciato per primo il consigliere dell’opposizione, il medico Giuseppe Saija ex assessore della Giunta Collica. Lo stesso Saija aveva invano lanciato l’allarme chiedendo di vigilare perché «nel recente decreto era di fatto scomparsa la struttura complessa di «Medicina e Chirurgia d’Accettazione e Urgenza» riferita al comprensorio di Barcellona e Milazzo. «Gli ospedali riuniti vengono ridotti a un mero accorpamento di reparti con l’ospedale di Milazzo. In mancanza di Pronto soccorso, la struttura ospedaliera di Barcellona, offrirà i padiglioni di quello che fu un Presidio ospedaliero, a supporto dei reparti concentrati a Milazzo». Anche per il segretario provinciale della Uil Fp Pippo Calapai e per Mario Macri e Paolo Calabrò, dell’area Medica della Uil, con Pippo Puliafito del comparto sanità, “il Cutroni Zodda perderebbe dignità di ospedale, destinato ad essere cancellato. Evidentemente gli 80 mila abitanti del comprensorio – commentano – contano meno che niente nella visione della politica regionale sanitaria». La Uil avverte: «Non si vuole neanche pensare cosa potrebbe accadere travasando le 20.000 prestazioni del Pronto soccorso di Barcellona in quello di Milazzo, già in grave sofferenza». È ancora: «Sconfortante constatare come, nell’arco di pochi chilometri l’offerta assistenziale dell’emergenza-urgenza venga erogata secondo modelli organizzativi variegati, creando ai 42 mila abitanti di Barcellona un danno incommensurabile che si deve alla politica clientelare distante dalle reali esigenze dei cittadini». In serata, è arrivata la reazione del sindaco Roberto Materia: «Le prestazioni effettuate al Pronto soccorso di Barcellona sono più di 23 mila, e con quelle effettuate a Milazzo, raggiungono le 50 mila: impossibile quindi dare un’assistenza immediata e di qualità, in termini di pronto soccorso, a Milazzo dove già si registrano almeno 3 ore di attesa». E ancora: «Se la politica e nella fattispecie Gucciardi opera in questo modo, non solo mortifica la provincia e tutta la Sicilia ma si assume una grossissima responsabilità politica e istituzionale non garantendo i livelli minimi di assistenza sanitaria». Materia lo invita «a rivedere subito il piano della rete ospedaliera» e chiede «a tutti i sindaci, insieme a tutte le forze politiche e sociali, a mettere in campo, nel rispetto della legalità, tutte le azioni possibili a difesa della sanità pubblica».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi