Messina

Governo e sindaci,
la “sfida” del Masterplan

Il rappresentante del Governo Renzi agli amministratori: «Voi controllate noi, noi controlleremo voi». La grande occasione da 320 milioni di euro entro il 2020 per «tornare a condizioni di vita normali»

Governo e sindaci,  la “sfida” del Masterplan

«Ci sfidiamo a vicenda. Voi sfiderete noi e controllerete il puntuale arrivo delle risorse e il rispetto dei passi che spettano al Governo. Noi sfideremo voi, ad accelerare al massimo e a semplificare le procedure». E – parole non dette ma che ci sentiamo di aggiungere – a non sprecare l’ennesima occasione. Un’occasione da 320 milioni di euro. Il messaggio che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti lancia ai sindaci del messinese (ma il grande assente, come riferiamo accanto, era proprio quello di Messina, Accorinti) è chiaro: il Masterplan per il Sud, con i relativi Patti (l’area metropolitana di Messina il suo lo ha “acciuffato” per i capelli), è uno di quei treni che vanno presi al volo, perché difficilmente ripassano, soprattutto così in fretta. Almeno nei piani del Governo, il Masterplan dovrà essere lo strumento per rimettere in moto un Mezzogiorno che, finora, si è invece contraddistinto per l’incapacità a sfruttare le risorse europee («anche se i dati più recenti ci indicano un’inversione di tendenza», ha detto ieri De Vincenti). La differenza rispetto al passato, stavolta, dovrebbe farla «l’approccio, l’interazione forte con gli amministratori locali, che sono la spina dorsale del Paese».

E l’incontro di ieri pomeriggio al Palacultura, “Europa 2020 area Metropolitana di Messina, Comuni e Governo: una strategia condivisa per lo sviluppo”, organizzato dal Pd, è servito proprio per riunire il Governo, rappresentato da De Vincenti e dal sottosegretario Davide Faraone, e i sindaci. Che hanno detto la loro, senza fronzoli. Per Nino Bartolotta, sindaco di Savoca, la Regione è un imbuto ormai insostenibile, «perché non pensare a finanziamenti diretti ai Comuni? Siamo stati umili, partendo dai progetti per le strade provinciali. Perché come si può pensare allo sviluppo delle città, se non ci sono le strade per raggiungerle?». Una linea condivisa sia dal milazzese Giovanni Formica («prima le infrastrutture e il risanamento ambientale») che dal sindaco di Santo Stefano di Camastra Francesco Re, che guarda anche a nuovi fronti turistici («l’albergo diffuso»). Il sindaco di Barcellona Roberto Materia auspica soprattutto «tempi brevi, perché abbiamo bisogno di risposte», mentre Eligio Giardina (Taormina) ha, comprensibilmente, un chiodo fisso, il G7: «Accettiamo la sfida, ma serviranno presto risorse, altrimenti rischiamo una cattiva figura».

Dai deputati del Pd altri messaggi, a sottolineare l’importanza dell’occasione Masterplan: «strumento per creare sviluppo e occupazione» (Filippo Panarello), «interventi strategici e non più a pioggia» (Pippo Laccoto). E Tommaso Currò ricorda i numeri: 320 milioni da spendere entro il 2020, 60 entro il 2017 («grazie al Pd», la sua rivendicazione).

De Vincenti ha rievocato l’emergenza idrica di un anno fa: «Il Governo intervenne quando ci accorgemmo che la situazione era diventata intollerabile. Lo ricordo perché quello è un simbolo: Messina ha bisogno di tornare a condizioni di vita normali. I tempi? La certezza dei fondi c’è, ora tocca a quella delle procedure». Del resto «idee e proposte – ha sottolineato Faraone – sono frutto del lavoro comune di questi mesi. Una volta partiti, sarà costante la verifica dello stato dell’arte di ogni passaggio».

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