MESSINA

Rifiuti, nessuno è pronto

Difficilmente l'ordinanza che prevede l'avvio della differenziata porta a porta per i commercianti potrà trovare efficacia dal prossimo 19 settembre. I negozianti non sono stati informati e anche Messinambiente non sembra aver preparato un piano che risulta utile ma molto ambizioso.

Rifiuti, nessuno è pronto

Ieri il dibattito in aula, oggi si torna a fare i conti con il quotidiano, con la raccolta dei rifiuti che non è affatto perfetta, con il tentativo di far crescere la differenziata in tutti i modi: quelli giusti e quelli che lasciano qualche perplessità. Mentre a Salice finalmente da domani 400 famiglie inizieranno a differenziare per materiale i loro rifiuti e dal 22 settembre spariranno anche i cassonetti dell'indifferenziata, in città c'è da fare i conti con l'ordinanza del sindaco che prevede che dal 19 settembre tutti gli esercizi commerciali siano obbligati a fare anche loro raccolta differenziata, in special modo quelli che si occupano di ristorazione e grande distribuzione. Un'ordinanza doppia quella del primo cittadino e che risale al 25 agosto. Perchè se da una parte, come si legge nel documento – fa assoluto divieto alle attività commerciali di conferire rifiuti nei cassonetti stradali, dall'altro all'articolo tre, detta a Messinambiente i tempi dell'avvio del porta a porta nei negozi con la data perentoria del 19 settembre.
La sensazione che emerge è che non saranno pronti né i commercianti né Messinambiente ad ottemperare ad un'ordinanza del primo cittadino ceh rischia di essere svilita dai fatti. Non una riunione è stata programmata fra gestore del servizio e associazioni di categoria per pianificare le modalità di un'attività virtuosa che qualche decina di esercente già fa, ma in maniera spontanea. L'unico incontro programmato è quello di mercoledì prossimo in commissione igiene, - in consiglio comunale dunque non con l'amministrazione - ma non prevede concertazione ma solo un confronto con le associazioni di settore. Ci vengono in soccorso i numeri per capire quanto l'ambiziosa svolta imposta dall'ordinanza di Renato Accorinti, rischia di subire un concreto posticipo. In città ci sono 14.000 utenze commerciali e tutte dovrebbero differenziare . Ma quelle che ogni giorno dovrebbero liberarsi dell'umido e del cartone, ristoranti, bar, alberghi, supermercati, fiorai) sono 1400 e sono sparsi da Giampilieri a Ponte Gallo. 1400 esercizi da raggiungere tutti ogni giorno a partire dal 19 settembre mentre prosegue, anzi andrebbe migliorato, il servizio dell'indifferenziata per le famiglie. Per far partire il porta a porta a Salice, 400 utenti tutti in un fazzoletto di poche centinaia di metri, si sono impiegati diversi mesi, un gran numero di riunioni e una fase sperimentale che proseguirà fino al 22 settembre. Pensare che il meccanismo di raccolta per i commercianti della ristorazione, 1400 su 50 km di ampiezza, possa funzionare entro due settimane appare azzardato. E dal 19 settembre cosa dovranno fare i vigili urbani che dovrebbero far rispettare l'ordinanza ed elevare le multe nei confronti dei commercianti che non differenziano? Dovranno decidere loro se a prevalere debba essere il diritto o il buon senso?

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