barcellona P.di G.

Caso Paiola, il sostegno del Ministro Orlando

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha espresso solidarietà al sostituto procuratore di Barcellona, Federica Paiola dopo la scoperta di un piano per eliminarla realizzato da un detenuto del carcere di Gazzi. Magistratura e forze di polizia .ha detto il ministro- non si faranno condizionare da una criminalità che si sta riorganizzando.

Minacce in arabo con proiettili  al ministro Orlando

Tutelare il sostituto procuratore di Barcellona Federica Paiola e quanti come lei lavorano in prima linea nella lotta alla mafia o alla criminalità. E' il coro che si alza da più parti da quando è stato scoperto il progetto di eliminare il magistrato, realizzato da un detenuto del carcere di Gazzi, il milazzese 22enne, Salvatore Veneziano, più volte messo sotto inchiesta proprio dalla Paiola. Oggi sulla preoccupante vicenda è intervenuto

il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha espresso la propria solidarietà al sostituto procuratore di Barcellona.

“Siamo accanto alla dottoressa Federica Paiola per le gravi minacce subite -ha detto orlando-  Le siamo vicini, lo Stato non si lascerà intimidire. E la magistratura e le forze di polizia sono e saranno messe in condizione di contrastare una criminalità che si sta riorganizzando”. Un impegno da parte del ministro anche alla luce delle richieste di rafforzare le misure di sicurezza alla Procura di Barcellona ed ai quei magistrati che operano in zona ad alta densità mafiosa. Nei giorni scorsi lo stesso procuratore capo di Barcellona, Emanuele Crescenti aveva chiesto al Comitato tecnico interforze, riunitosi per l'occasione, adeguata tutela personale per il giovane magistrato torinese giunto da alcuni mesi nella città del Longano. Solidarietà al PM è giunta nelle ultime ore anche da parte della federazione nazionale antiracket. Ieri i vertici della FAI insieme con i presidenti delle associazioni antiracket di Milazzo, Terme Vigliatore e Barcellona sono stati ricevuti dal procuratore Crescenti al quale oltre ad esprimere solidarietà hanno ribadito il loro impegno nella lotta alla mafia e la volontà di non lasciare solo chi, nel proprio lavoro, espone la propria persona a rischi rilevanti

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