Messina


Giampilieri torna sicura 7 anni dopo il disastro

Il completamento della ricostruzione del villaggio devastato dall’alluvione dell’1 ottobre 2009 è la base di una vera rinascita

Giampilieri torna sicura 7 anni dopo il disastro


Venti gennaio 2017. È questa la data certa in cui sarà completata la messa in sicurezza di Giampilieri, il borgo seppellito dal fango l’1 ottobre 2009. Qui Messina pagò il tributo più alto al disastro: ben 19 dei 37 morti causati delle colate fangose che si riversarono nei villaggi della vallata e sul vicino comune di Scaletta Zanclea.

Quando la terribile mattina dopo, quella del 2 ottobre, l’Italia prese atto della portata devastante dell’alluvione messinese – tragedie umane e familiari, ed il pericolo dell’azzeramento di intere comunità – in pochi avrebbero scommesso sulla certezza che, 7 anni dopo, nella città dei ritardi infiniti, si riconquistasse il traguardo della sicurezza. Il traguardo della rinascita derivante dal fatto che tutte le opere previste per ridare serenità alla vita delle persone sono state realizzate.

Adesso, dunque, si sta per tagliare il traguardo del 19esimo ed ultimo cantiere che il Genio civile di Messina e la Protezione civile regionale hanno qui aperto per la canalizzazione delle acque e del fango provenienti dalle colline ai cui piedi sorge l’abitato storico. In particolare, il consorzio Valori e l’impresa De Maria stanno completando le opere di collegamento (4 milioni e 155.000 euro) tra il canale di gronda, che cintura la parte superiore delle colline, ed il canale fugatore che dalle stesse discende a valle, sino a condurre l’acqua e il fango, in un grande tunnel sotto la piazza Pozzo, nel torrente Giampilieri. Una canalizzazione imponente e senza precedenti in Sicilia, alta 10 metri, progettata dal Genio civile di Messina con la consulenza dei due direttori dei dipartimenti di Idraulica delle Università di Catania e di Palermo, i professori Enrico Foti e Donatella Termini, a suo tempo nominati dalla Protezione civile regionale. Un progetto che, prima di diventare esecutivo, è stato sperimentato con esito positivo – nel laboratorio di Fisica della Facoltà di Ingegneria civile dell’Università di Palermo – perché si acquisisse la certezza di poter fronteggiare senza più drammi né distruzione proprio le più tremende colate fangose che qui si possano ipotizzare, pari a quella dell’1 ottobre 2009. Perché l’ultimo appalto, il più tormentato per la paralisi legata agli espropri, raggiunga la meta e la popolazione possa salutare il traguardo storico, manca ormai poco. Si lavora alle rifiniture del raccordo tra l’ultimo tratto del canale di gronda, a gradoni, e il largo impluvio a cielo aperto che farà defluire l’acqua nel canale fugatore che corre sotto la piazza e con dimensione mastodontica sfocia nel torrente.

Proprio la piazza Pozzo, da qui al 20 gennaio, sarà ripavimentata e grazie alle nuove opere idrauliche risulterà notevolmente più ampia rispetto al passato. Coincidendo con il crocevia sotterraneo di tutti i canali, diventerà il cuore e il simbolo del villaggio ricostruito, e vi è grande attesa anche per le opere ulteriormente previste per arredarla. Un budget di 1,5 milioni stanziato da tempo dalla Protezione civile regionale anche per altri elementi di riqualificazione di cui il borgo ha bisogno. Ma questa, pur importantissima per gli abitanti, sarà un’altra storia. Il traguardo della sicurezza e della serenità riconquistate si taglierà il 20 gennaio 2017.(a.t.)

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Genio civile e Protezione civile

Opere per un totale di 75 milioni

Non solo Giampilieri: il piano di messa in sicurezza delle aree più devastate dall’alluvione dell’1 ottobre 2009, finanziato dalla Struttura commissariale regionale per l’emergenza, ed eseguito tramite il Genio civile di Messina, si è svolto attraverso 30 appalti. Dei primi 22 (per un totale netto di 60 milioni) così come degli 8 successivi (per un ammontare di 15 milioni) hanno beneficiato soprattutto Giampilieri e Scaletta (insieme il 70 per cento degli importi) e poi Altolia, Briga superiore, Santa Margherita. Degli interventi necessari a Itala e Scaletta superiore si è occupata la sezione di Messina della Protezione civile regionale e di Molino, invece, l’ex Provincia.

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