Terremoto

La pizzeria rasa al suolo, crolla il sogno di Emanuele

Messinese, 22 anni, aveva aperto un locale ad Amatrice. «Tutti i miei risparmi in fumo, non ho più nulla»

La pizzeria rasa al suolo, crolla il sogno di Emanuele

Il locale prima del terremoto

Il sogno di una vita spezzata in una notte. È tutto lì, sotto le macerie. Insieme con i risparmi, i progetti, la speranza. Il 22enne messinese Emanuele Nunnari, lo scorso dicembre, si era trasferito ad Amatrice, dove gestiva un ristorante-pizzeria che è andato completamente distrutto durante il sisma. La sua attività commerciale, inaugurata alla fine dell’anno scorso nel periodo natalizio, andava abbastanza bene.

Tutto era cominciato da una chiacchierata con la zia che viveva proprio ad Amatrice. Emanuele, dopo il diploma al liceo scientifico Archimede di Messina, non era riuscito a trovare un lavoro nella sua città. La zia gli prospettò che ad Amatrice c’era la possibilità di prendere in gestione un ristorante. «“Il tritone” andava bene – spiega il ragazzo – e negli ultimi mesi andava sempre meglio grazie all’arrivo di molti turisti. Pensavo di aver finalmente trovato la mia strada. Adesso, invece, non ho più nulla». Quando si è verificato il sisma, Emanuele si era appena messo a letto, poco dopo la chiusura del suo locale che si trovava a circa 500 metri dalla casa nella quale abitava: «Quando ho sentito la scossa avevo appena preso sonno – racconta mentre il terrore si riaccende nei suoi occhi –. Prima ancora di realizzare cosa stesse accadendo, ho visto crollare tutto ciò che c’era dentro casa e sono scappato».

Fino a pochi minuti prima del disastro, il giovane ristoratore non avrebbe mai potuto immaginare che il giorno dopo non avrebbe più trovato il suo amato locale. «È andato tutto distrutto – dice – e non c’è alcuna speranza di poter recuperare il locale perché, insieme con il ristorante, sono crollate tutte le abitazioni che sorgevano intorno». Un’intera via ingoiata dalla furia della terra. Case, strade e cuori spezzati. Lì, dove fino a ieri sorgeva il sogno di tutta una vita per Emanuele, adesso soltanto fumo e cenere.

«Era stato così difficile intraprendere la mia attività – aggiunge con la voce spezzata dalla commozione –. Mi ero impegnato molto, investendo tutti i risparmi che mi erano stati lasciati dai miei nonni e lavorando ogni giorno duramente fino a tardi, ma i miei sacrifici venivano ricompensati perché vedevo il mio locale sempre più frequentato». Un sogno che il sisma ha trasformato in incubo.

Ma Emanuele non si arrende e con quella forza che forse solo a vent’anni si può avere è tornato nella sua città per ricominciare. Non ha un lavoro e non ha nemmeno una casa. È ospite da alcuni parenti. Spera di trovare in città o in Sicilia un lavoro, magari ancora nell’ambito della ristorazione, ad esempio come aiuto cuoco o aiuto pizzaiolo, «ma qualunque altro lavoro andrebbe bene lo stesso»: «In questo momento ciò che mi interessa è guadagnare qualcosa per potermi permettere di pagare un affitto. Nella speranza di tornare comunque, un giorno, a lavorare nel settore della ristorazione che tanto mi aveva appassionato».

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