anniversario

La tragedia del "Rifugio del Falco", 9 anni dopo

Il 22 agosto del 2007 un incendio distrusse l'agriturismo “Il Rifugio del falco” di Patti provocando la morte di sei persone mentre altre venti restarono gravemente ustionate. Oggi, per la prima volta, l'Osservatorio dei minori “Lucia Natoli” non ha ricordato l'anniversario in polemica con l'amministrazione comunale di Messina

La tragedia del "Rifugio del Falco", 9 anni dopo

La più grave strage provocata da un incendio nella nostra provincia. Sono trascorsi esattamente nove anni dal rogo all'agriturismo di Patti il Rifugio del Falco e tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini di quei corpi carbonizzati di quelle macerie fumanti, della morte e della devastazione. Difficile dimenticare e difficile anche accettare la lentezza della giustizia.

Polemicamente Saro Visicaro, dell’Osservatorio Minori “Lucia Natoli”, ricorda oggi proprio Lucia Natoli, Matteo Cucinotta e le altre quattro vittime del Rogo che non hanno avuto ancora giustizia dopo 9 anni. Anche per questa lentezza della Giustizia e per le mancate promesse dell’amministrazione comunale di Messina in tema di prevenzione,sicurezza e interventi mirati a sostegno delle proposte dell’Osservatorio “Lucia Natoli” quest’anno, per la prima volta, non sarà celebrato l’anniversario”. Nessuna iniziativa ufficiale per una precisa scelta ma nella mente di tutti è sempre vivo il ricordo di quanto accadde durante quella festa di compleanno. L'incendio della collina e le fiamme che in pochi attimi avvolsero il rifugio del falco senza dare tempo ai presenti di fuggire. Alcune delle vittime furono raggiunte dalle lingue di fuoco mentre fuggivano a piedi, altre mentre in macchina cercavano di guadagnare l'uscita. Alla fine persero la vita il sindacalista della CGIL, Matteo Cucinotta che stava festeggiando il compleanno, il fratello, Costantino, la moglie Lucia Natoli, direttrice dell’Ufficio Servizi Sociali del Tribunale dei Minori di Messina, gli impiegati dell'agriturismo Tina Scaffidi e Giuseppe Buonpensiero, e Barberina Maffolini. Qualche giorno dopo furono arrestati due allevatori, i fratelli Mariano e Carmelo La Mancusa accusati di aver appiccato il fuoco ad alcune sterpaglie in un terreno di contrada Moreri. A causa dello scirocco persero il controllo delle fiamme che raggiunsero la collina e quindi il rifugio del falco.

Nel marzo dell'anno scorso per quella strage il Tribunale condannò a  5 anni e mezzo Mariano La Mancusa assolvendo il fratello.   Assoluzione anche per gli altri imputati, i dipendenti della forestale, Antonino Carro, Giuseppe Giordano e Gaetano Galletta. Stralciata la posizione del titolare dell’agriturismo, Santi Anzà per il quale è stata richiesta una nuova perizia.

 

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