Messina

Che accoglienza
per Don Giovanni d’Austria!

Grande successo per la rievocazione dello Sbarco della flotta protagonista della “madre di tutte le battaglie”: Lepanto 1571. Il corteo storico, i 150 figuranti, la collaborazione tra enti, la presenza di delegati di 32 città europee

Che accoglienza  per Don Giovanni d’Austria!

Grande partecipazione da parte del pubblico per la rievocazione dello storico arrivo di Don Giovanni D’Austria a Messina. Il corteo del Senato messinese e della corte siciliana è partito da Palazzo Zanca per congiungersi più avanti al clero ortodosso e per proseguire poi verso il porto, tutti insieme ad accogliere la flotta della Santa Lega. Ad aprire la sfilata storica c’era la carrozza che trasportava lo stratigò (sindaco) di Messina, il vescovo monsignore Reitana e Francesco Maurolico. A seguire c’erano i senatori, i soldati e i nobili della Compagnia rinascimentale della Stella, la delegazione di trenta figuranti del gruppo storico di Nicosia, di cui fanno parte i medici della flotta Giuseppe Fontana e Marcello Capra, gli sbandieratori de “La corte d’Aragona” e il cavallo bianco donato dal Senato a Don Giovanni. «Gli attori principali sono Mauro Failla, che impersona Don Giovanni D’Austria, e Pippo Luciano, che interpreta lo stratigò. Questa manifestazione è diventata internazionale, infatti, abbiamo qui trentadue delegati provenienti da tutta Europa che costituiscono la rete euro-mediterranea legata dalla battaglia di Lepanto, con la finalità di promuovere l’incontro partendo dallo scontro navale del 1571. Siamo accomunati dalla promozione per la pace e il dialogo tra i popoli del Mediterraneo. In questa occasione Messina si riappropria del proprio passato e dell’enorme capacità del Senato messinese di quel tempo di accogliere il figlio di Carlo V con il suo imponente seguito navale». A spiegarlo è Enzo Caruso, coordinatore dell’associazione Aurora, organizzatrice dell’evento. L’unico corteo navale del Mediterraneo ha l’obiettivo di recuperare la memoria delle antiche glorie e vi hanno partecipato oltre 150 figuranti, nonché cinquanta soggetti tra istituzioni pubbliche, privati, associazioni di volontariato, patrocini morali, che hanno reso grande la manifestazione grazie al proprio contributo personale. Niente si sarebbe potuto realizzare senza la cooperazione delle unità navali istituzionali e del pattugliatore del gruppo aeronavale della Guardia di Finanza che ha accolto, assieme alle altre unità, le delegazioni straniere. A causa dei pochi fondi raccolti quest’anno Don Giovanni non è arrivato col veliero e non c’erano le feluche ma il suo ingresso è stato salutato con i giochi d’acqua e i cannoni a salve. Il corteo marittimo è sbarcato in prossimità della Porta Reale in cui Don Giovanni d’Austria ha toccato terra nel 1571 scortato dai quattro capitani Marcantonio Colonna, Sebastiano Venier, Giannandrea Doria e Barbarigo. Dopo il saluto del Senato la celebrazione è proseguita nell’arena di piazza Municipio in cui si è tenuto il momento storico/teatrale con il saluto dello stratigò, di Don Giovanni alla città di Messina e il dialogo di Maurolico secondo la sceneggiatura e la regia dell’architetto Nino Principato: «Questa rievocazione, contrariamente alla maggioranza degli eventi simili che si svolgono in Italia, affonda le sue radici nella verità storica. Noi, come città di Messina, abbiamo una storia molto lunga segnata da eventi importantissimi e ci possiamo permettere di rievocare un evento realmente accaduto. A fornire le carte nautiche ai difensori della cristianità fu proprio Maurolico. Quando Don Giovanni tornò vittorioso dalla battaglia di Lepanto andò immediatamente a casa dello studioso per ringraziarlo. Qui non c’è nulla d’inventato. La battaglia di Lepanto è stata la madre di tutte le battaglie, è conosciuta in tutto il mondo e noi abbiamo l’orgoglio di aver fornito il porto di partenza e di approdo della flotta più grande dell’epoca».

Il weekend degli eventi collegati allo Sbarco si è concluso con il Palio delle contrade marinare che ha visto la partecipazione degli equipaggi di Pace, Paradiso Case Basse e Grotte, assieme a due imbarcazioni (fuori gara) con equipaggi uno maschile e uno femminile, del glorioso Istituto Nautico di Messina.

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