Messina

Sul “sistema Amam” tocca al sindaco intervenire

Non basta l’aver trasmesso alla Procura il dossier di Cambiamo Messina dal Basso. Dal corto circuito con Termini alle anomalie denunciate: ma si tratta di un’azienda interamente del Comune

La Giunta chiede a Termini un passo indietro

L’Amam non è un’azienda “aliena” al pianeta Comune. Né il Renato Accorinti è il movimentista di un tempo, estraneo alle cose interne di Palazzo Zanca. Tutto questo significa che il sindaco non può limitarsi a trasmettere in Procura il dossier elaborato dal suo movimento di riferimento, Cambiamo Messina dal Basso, su quello che è stato dagli stessi definito “sistema Amam”. Né può continuare a rimanere in silenzio sul paradossale e per certi versi grottesco corto circuito venutosi a creare col presidente che proprio Accorinti ha nominato all’Amam, Leonardo Termini. Invece dopo la notizia sulla citazione diretta a giudizio di Termini per una vicenda che esula dal suo incarico amministrativo, Accorinti e la sua Giunta si sono limitati, a pochi giorni di distanza, a chiederne ufficialmente le dimissioni. Termini a dimettersi non c’ha pensato nemmeno una frazione di secondo e la questione si è chiusa lì. «Mi ha assicurato che al momento con i suoi avvocati non ha alcun documento su questa inchiesta», le uniche parole pronunciate dal sindaco nei giorni successivi (seconda metà di maggio). Davvero difficile da credere, visto che l’avviso di chiusura indagini inviato all’indagato è stato firmato dal sostituto procuratore Diego Capece Minutolo il 27 gennaio 2015 (più di un anno e mezzo fa!) e che l’atto di citazione che fissa la prima udienza per il 1. dicembre è stato, ovviamente, trasmesso agli indagati.

Al di là del caso Termini, se secondo Accorinti all’Amam c’è qualcosa che non va – se non lo pensasse, perché trasmettere tutto alla Procura? – è lo stesso sindaco a dover intervenire, in quanto massimo rappresentante dell’Ente che è proprietario unico dell’azienda Acque. In un certo senso è quello che ha detto ieri ai microfoni di Rtp l’ex direttore generale Luigi La Rosa, che pur in pensione da maggio continua a essere figura di riferimento nell’azienda di Ritiro come consulente esterno a titolo gratuito: «Noi agiamo nella massima legalità, del resto se ci fosse stato qualcosa di non regolare, l’Amministrazione comunale, che esercita il controllo analogo e quindi diretto sull’azienda, perché non avrebbe mai rilevato qualcosa o detto di procedere con modalità diverse?».

Il dossier e i documenti ad esso allegati di spunti ne offronto, questo è certo. Alcuni dati. Nel solo 2014 si contano ben 338 determine del direttore generale (proprio La Rosa) riguardanti pagamenti o affidamenti di servizi o lavori a ditte esterne. All’Amam si fa tutto all’esterno. Ad esempio il recupero crediti (ma non erano stati assunti gli ex Feluca?), affidato alla Fire con cui però l’Amam ha un debito di 1,1 milioni. Oppure il call center, pagato 39.897 euro l’anno alla Coopservice arl. Modalità di aggiudicazione? Affidamento diretto nel febbraio 2015 e poi rinnovato per 90 giorni nel marzo scorso, vista «l’assoluta soddisfazione dell’utenza» (anche se molti lettori, nei mesi scorsi, hanno lamentato il contrario). Il sistema delle proroghe non è nuovo. Basti guardare al servizio di pulizia degli immobili, oggi gestito dalla Universo e Ambiente, cooperativa che come abbiamo visto ieri sembra “vicina” alla presidente del consiglio comunale Barrile.

Questa la storia, in breve. Il 12 settembre 2013 con cottimo fiduciario viene assegnato il servizio alla Universo e Ambiente, una ditta, la Euroservice, fa ricorso denunciando «il mancato rispetto dei principi di pubblicità» e la gara viene annullata. Così si procede per affidamento diretto alla Coopservice (sì, la stessa del call center) per 90 giorni a 16 mila euro, nelle more della nuova gara. Che tarda, così a luglio 2014 arriva una nuova proroga fino a fine settembre. E poi un’altra ancora, di un mese. Il 24 ottobre ecco la gara, sempre con cottimo fiduciario. E a vincere è di nuovo Universo e Ambiente (quasi 60 mila euro). Il servizio dovrebbe chiudersi a novembre 2015, va avanti fino a febbraio, poi finiti i soldi ecco la proroga, altri 75 giorni (a 12 mila euro) alla Universo e Ambiente. A inizio maggio, ancora una proroga, di 45 giorni.

Si arriva così alla nuova gara, stavolta per procedura negoziata. Se l’aggiudica, per 66 mila euro, manco a dirlo: Universo e Ambiente.

Commenti all'articolo

  • NINAI

    05 Agosto 2016 - 10:10

    GIRA VOTA E FIRRIA NOI ABBIAMO L'ACQUA RAZIONATA

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