Messina

Deroga di 7 giorni per uscire dall’emergenza rifiuti

Approvato dalla Regione il piano presentato dal Comune. Messina potrà conferire in media 350 tonnellate di rifiutinella discarica di Motta Sant’Anastasia. Cosa accadrà poi?

Riapre la discarica di Motta S. Anastasia

Fumata bianca dalla riunione tecnica di Palermo: Messina potrà conferire nella discarica di Motta Sant’Anastasia per i prossimi sette giorni superando i limiti quantitativi imposti dall’ordinanza del 19 luglio firmata dal governatore siciliano Rosario Crocetta. L’Oikos ha dato il via libera al trasferimento maggiorato che dunque andrà oltre le 295 tonnellate imposte a livello regionale: saranno 350 le tonnellate al giorno che partiranno da Messina, una quota necessaria per smaltire l’immondizia in strada da giorni a cui si somma quella raccolta quotidianamente. «Abbiamo presentato il Piano per uscire da questa crisi evitabile, con tutti i numeri che riguardano la raccolta sul nostro territorio – ha spiegato il sindaco Renato Accorinti –, l’autorizzazione a superare i limiti imposti è stata ottenuta, quattro ruspe sono già in funzione, grazie anche all’ausilio del Dipartimento di Protezione civile del Comune, per togliere la spazzatura dalle strade quanto prima. Non ci sarà bisogno di altri provvedimenti straordinari. In pochi giorni si potrà tornare alla normalità, che per noi però è ancora diversa da quella attuale». E superata questa fase? Non si rischia permanente di ricadere nell’emergenza? «Riusciremo a rispettare le soglie prefissate, portando avanti ciò su cui da tempo lavoriamo, a cominciare dal porta a porta che migliorerà nettamente la gestione. Con la differenziata siamo già passati in poco tempo dal 3 al 14%, le scuole stanno portando avanti un grande percorso educativo-formativo. Raccoglieremo i frutti».

Il primo cittadino si difende dalle accuse di avere contribuito all’ennesima crisi igienico-sanitaria che ha coinvolto la città, ma in questa occasione, non va dimenticato, anche molti altri comuni del comprensorio oltre agli altri capoluoghi: «Se non ci avessero fermato sulla realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione non ci troveremmo in questa condizione – ha affermato –, è trascorso invano un anno per poi dirci che era tutto regolare. Siamo stati bloccati da scorrettezze e falsità, chi ha screditato deve dircelo in faccia, uno ad uno, che la struttura non rispetta le norme».

Accorinti rilancia la possibilità, annunciata dall’assessore Daniele Ialacqua, di dotare il territorio di almeno un mezzo di separazione “diretta” tra il secco e l’umido, che produrrebbe importanti risparmi e renderebbe anche più snello il procedimento di smaltimento. «Nel masterplan abbiamo inserito anche l’impianto per l’umido da installare al depuratore di Mili», ha aggiunto il sindaco. Che poi ci tiene ad annunciare una visita del ministro Gian Luca Galletti a settembre: «Ha assunto un preciso impegno e dovrà rispettarlo, sarà l’occasione per discutere delle carenze sul piano dell’impiantistica, un problema che non riguarda solo Messina ma tutta la Sicilia. Occorre attivare un percorso virtuoso che porti i cittadini a pagare di meno e i comuni a risparmiare, anzi a guadagnare per potere investire».

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