MESSINA

Acqua, il peggio è passato

Pian piano, la distribuzione si sta normalizzando. L'intervento dell'Amam è stato rapido ed efficace, ma il problema a Calatabiano resta. E se non si mette in sicurezza la collina, rischia di ripresentarsi al primo movimento franoso.

Il grande impegno  delle maestranze

Il peggio è ormai alle spalle. L'emergenza idrica è virtualmente finita. L'acqua è tornata in molte case, presto arriverà regolarmente in tutte. Il timore di una nuova, lunghissima crisi è stato spazzato via dall'intervento dell'Amam che ha identificato e risolto il problema nel giro di pochissime ore. I tubi flessibili installati appena nove mesi fa per superare l'ultima emergenza sono stati sostituiti con dei nuovi tubi, rigidi. In kevlar, materiale plastico molto resistente. I primi due sono stati già riattivati, presto altri due tubi verranno messi a posto e si potrà sospendere l'approvvigionamento dall'Alcantara, che è molto più costoso rispetto al Fiumefreddo.
Messina può tirare un sospiro di sollievo, anche se in alcune zone l'acqua non arriva ancora in modo regolare. I serbatoi dell'Amam devono riempirsi di nuovo per garantire una completa e corretta distribuzione. I disagi, comunque, sono stati ridotti e questo è un dato di fatto.
Come è un dato di fatto la rapidità con la quale è stato affrontato e risolto il problema. Lo è, purtroppo, anche la considerazione che questa emergenza, seppur breve, poteva e doveva essere evitata.
Quando a ottobre Messina si trovò per un lunghissimo periodo senza acqua, partirono progetti e interventi che avrebbero dovuto risolvere definitivamente il problema. Quella dei tre tubi, poi diventati quattro, doveva essere una soluzione tampone, in attesa degli interventi di messa in sicurezza della collina che sovrasta Calatabiano. Interventi che erano stati promessi dalla regione e supportati dalla protezione civile, con accanto il governo nazionale. Spenti i riflettori sulla crisi idrica, la soluzione temporanea si è trasformata in soluzione definitiva. Al di là di ciò che potrebbe essere accaduto a Calatabiano, della presunta matrice dolosa dell'incendio, delle indagini che ci saranno, resta il fatto che i tubi classici non si sarebbero incendiati. Quelli in materiale plastico si sono invece letteralmente sciolti. Ci sarà tempo e modo per accertare eventuali responsabilità. Ma bisognerà affrontare in modo serio il problema del dissesto su quella collina. Senza proclami e con atti concreti. I lavori a Calatabiano sono iniziati a ottobre. E' inaccettabile che non siano stati completati e che Messina sia rimasta appesa a una soluzione temporanea. Per nove mesi l'approvvigionamento idrico della città è rimasto tre tubi. Troppo facile la battuta. Anche se su una vicenda come questa ci sarebbe davvero molto poco da scherzare.

Commenti all'articolo

  • nino24

    26 Luglio 2016 - 20:08

    Cara gazzetta.. l'unica cosa da fare è pubblicare e comunicare che ogni giorno nulla si è fatto!fino a quando qualcuno agirà, bisogna stare sul chi vive perché questa brutta storia non è finita! Come sempre nessuno si prende le proprie responsabilità!!!tanto a pagare siamo sempre noi!

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