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L'acqua è tornata, il problema c'è ancora

Risolta in nottata l'emergenza idrica con la sostituzione di due dei quattro tubi che sabato mattina erano stati distrutti dalle fiamme. Da domani i lavori per l'innesto degli altri due tubi nel frattempo surrogati con l'apporto dell'Alcantara. Serve il massimo impegno per realizzare le opere necessarie a rendere stabile la condotta

L'acqua è tornata, il problema c'è ancora

L'intervento non era dei più semplici, in pieno fine settimana estivo, e con una situazione da far scoraggiare all'alba di sabato. 110 metri di tubi praticamente azzerati dal fuoco lasciando a secco la città. Materiali reperiti in tutta fretta e trasferiti sulle colline di Calatabiano nella stessa giornata, dal pomeriggio il via alle operazioni di saldatura dei vari pezzi di tubo in polietilene arrivati da Catania. Un lavoro durato poco più di 24 ore e conclusosi la scorsa notte. In serata, alle 21.30 il via alla prima condotta da 315 millimetri, alle 3.30 circa alla seconda da 400.  Insieme riescono a garantire una portata di poco superiore ai 500 litri al secondo. A questi, fino a quando il by pass non verrà completato con le altre due mini condotte, si aggiungono i 250 litri al secondo circa grazie al by pass con l'Alcantara realizzato a Furci Siculo un paio di mesi addietro. Oggi una giornata di sosta, intanto per far riposare le maestranze che non si sono fermate un attimo, poi per reperire gli ultimi pezzi necessari per innestare anche i tubi in kevlar. Questa operazione non richiede l'interruzione del flusso idrico poiché il by pass di 4 tubi è dotato di altrettante saracinesche autonome. L'intervento sarà effettuato in settimana. Solo dopo, come detto, sarà fermata l'Alcantara che ha un costo che si aggira sui 12-15 mila euro al giorno. Quando tutto sarà completato, bisognerà tenere in considerazione che si tratta nuovamente di una soluzione provvisoria. La stessa che doveva garantire per soli 3-5 mesi l'approvvigionamento idrico alla città e che dopo 8 mesi e 9 giorni era in balia di usura, eventi atmosferici, calamitosi e incendi. Quasi 9 mesi durante i quali la protezione civile regionale, malgrado lo stato di emergenza dichiarato dal governo, non è riuscita a completare la messa in sicurezza della collina. Senza la quale, l'Amam, non può intervenire per ripristinare la condotta interrata da un metro di diametro e danneggiata da una frana lo scorso 25 ottobre. 

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