Messina

Lorena, i due indagati
negano la folle gara

Ieri gli interrogatori di Gaetano Forestieri e Giovanni Gugliandolo. Il finanziere accusato di omicidio stradale si dice «fortemente pentito», il 24enne conferma: i due si conoscono

Lorena, i due indagati  negano la folle gara

È l’ipotesi della folle corsa “clandestina” improvvisata lungo via Garibaldi, la protagonista degli interrogatori che ieri mattina si sono svolti di fronte al gip Daniela Urbani, sul caso della morte di Lorena Mangano. Gaetano Forestieri, 32 anni, e Giovanni Gugliandolo, 24 anni, arrestati lunedì sera con le accuse di omicidio stradale (aggravato dal tasso alcolemico riscontrato oltre i limiti stabiliti per legge) e competizione stradale il primo, di sola competizione stradale il secondo, hanno deciso di parlare e di difendersi, sostenendo entrambi che non c’era nessuna gara tra i due, alla guida rispettivamente di un’Audi TT, l’auto che ha centrato in pieno la Panda guidata la sera di sabato 25 giugno dalla 23enne Lorena Mangano, e di una Fiat 500 Abarth.

L’avvocato di Forestieri, Salvatore Silvestro, ha preannunciato ricorso al tribunale del Riesame, solo per la valutazione delle esigenze cautelari e soprattutto sull’insussitenza dell’ipotesi della corsa. Forestieri, infatti, davanti al giudice – all’interrogatorio era presente il pm Marco Accolla – ha ammesso di viaggiare ad alta velocità, dicendosi fortemente pentito di quanto accaduto, ma ha negato che ci fosse in svolgimento alcuna gara con Gugliandolo.

Anche quest’ultimo, difeso dagli avvocati Pietro Luccisano e Roberto Fiumara, nel corso dell’interrogatorio ha negato categoricamente di aver fatto una corsa con Forestieri. Ha confermato che i due si conoscono tramite un amico in comune, dichiarando che la sera del tragico incidente, dopo essersi incontrati, avevano deciso di portarsi verso la litoranea dove avrebbero raggiunto altri amici. Gugliandolo ha raccontato che una volta in via Garibaldi, all’incirca all’altezza della chiesa di San Giuliano è stato superato dall’Audi TT di Forestieri, che poi, ha sostenuto il 24enne, avrebbe proseguito il suo percorso autonomamente. Gugliandolo ha aggiunto, poi, di essere arrivato sul luogo dell’incidente dopo che lo stesso si era già verificato. I legali del giovane stanno visionando tutti i video allegati al fascicolo per arrivare ad una ricostruzione della dinamica dei fatti, da rappresentare al Tribunale del Riesame.

Sarebbero, infatti, proprio i diversi contributi video, oltre ad alcune testimonianze dirette, ad “inchiodare” i due rispetto all’ipotesi della gara lungo via Garibaldi. Il gip, nell’ordinanza, parla di nitide immagini che «danno atto e comprovano senza alcun dubbio che l’auto del Forestieri e quella condotta dal Gugliandolo (con carrozzeria particolare, in quanto dotata di alettone, doppio scarico, e motore dal rumore roboante) hanno ingaggiato una vera e propria gara di velocità, una “sfida” che si è caratterizzata da azzardate manovre di sorpasso delle altre numerose auto presenti, effettuate a zig-zag ed a folle velocità, incuranti entrambi del traffico veicolare e persino pedonale presente».

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