Messina

Dipendenti sul piede di guerra
I sindacati scrivono al prefetto

“Polveriera” Palazzo Zanca. Alla base dell’avvio della procedura di raffreddamento c’è anche la mancata definizione dell’accordo del contratto integrativo per l’anno 2015, la cui ipotesi è stata sottoscritta lo scorso 24 febbraio.

Dipendenti sul piede di guerra  I sindacati scrivono al prefetto

È guerra tra i sindacati e i vertici di Palazzo Zanca. Fp Cgil, Cils Fp, Uil Fpl, Csa, Silpol e Diccap hanno inviato una nota al prefetto di Messina per chiede l’attivazione della procedure obbligatorie di raffreddamento delle relazioni sindacali con l’Amministrazione. Alla base della richiesta c’è soprattutto il mancato pagamento a tutto il personale dipendente del salario accessorio relativo alle prestazioni già rese nel 2015. Anche il personale della polizia municipale lamenta il mancato pagamento del salario accessorio, ma limitatamente al periodo ottobre-dicembre 2015. Alla base dell’avvio della procedura di raffreddamento, si legge nella nota inviata al Prefetto, c’è anche la mancata definizione dell’accordo del contratto integrativo per l’anno 2015, la cui ipotesi è stata sottoscritta dalla parte di delegazione trattante lo scorso 24 febbraio. E ancora, le organizzazioni sindacali rivendicano l’aumento delle ore contrattuali per il personale stabilizzato a sole 16 ore, nonché per tutto il personale precario, come formalmente promesso dall’amministrazione comunale.

I malumori, a Palazzo Zanca, sono sempre più forti, specie perché viene lamentato un utilizzo di due pesi e due misure nei rapporti col personale e con i dirigenti. Sia da parte dell’Amministrazione che da parte dei revisori dei conti. Tra i sindacati si rafforza l’idea che ci sia una vera e propria strategia messa in piedi dai dirigenti che, in ultimo, non hanno ancora adempiuto alla direttiva del direttore generale Le Donne – il maggiore “imputato” – del 23 giugno scorso, la prima delle famose dieci mosse: ossia la ricontrattualizzazione del personale stabilizzato. I dirigenti, infatti, avrebbero dovuto predisporre la delibera da sottoporre alla sottocommissione ministeriale, invece nulla è stato ancora fatto in concreto e, di conseguenza, nessuna mossa è stata attuata. Di contro, da anni non viene sottoscritto il contratto decentrato né viene costituito il fondo per la dirigenza, così le indennità di posizione rimangono “intatte”: dai 50 ai 60 mila euro annui. Nel silenzio dei revisori e dell’Amministrazione. Altro che raffreddamento: la temperatura, a Palazzo Zanca, è sempre più torrida.(seb.casp.)

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