Messina

Bilancio lacrime e sangue, a rischio i servizi sociali

In dirittura d’arrivo la manovra del Previsionale: sarà un’estate di fuoco. Taglio di 5 milioni per i vari appalti, oltre 700 mila euro solo per Casa Serena. Clima teso in Giunta

Bilancio lacrime e sangue, a rischio i servizi sociali

Tagli lineari, per almeno 18 milioni di euro. Con un settore destinato, almeno nelle premesse, a pagare dazio più degli altri: quello dei servizi sociali. Che, stando ai primi prospetti finiti sul tavolo dell’Amministrazione, in procinto di esitare il bilancio di previsione 2016, potrebbero subire un taglio di oltre 5 milioni di euro.

Sono queste le prime indiscrezioni che emergono su quello che si preannuncia come un vero e proprio bilancio lacrime e sangue, per Palazzo Zanca. Il primo da quando il testimone delle politiche finanziarie del Comune è passato dall’ex vicesindaco Guido Signorino all’assessore venuto dalla Toscana, Luca Eller Vainicher. Che giorno dopo giorno corre – letteralmente – da un ufficio all’altro tentando di raddrizzare una baracca che probabilmente non si aspettava così ridotta male.

I tempi per la stesura del bilancio di previsione si sono rivelati più lunghi del previsto. Il perché è stato spiegato nei giorni scorsi dallo stesso Eller, anche alla commissione Bilancio: l’obiettivo, infatti, è “allineare” il Previsionale 2016 non solo al Consuntivo 2015 – anch’esso fermo ai box – ma anche e soprattutto al piano di riequilibrio decennale. Sul quale, però, i conti non tornano e di parecchio. Tanto che nemmeno la proroga concessa dal ministero dell’Interno per la rimodulazione del piano stesso dal 30 giugno al 30 dicembre non è stata ritenuta sufficiente a smorzare le preoccupazioni sulla tenuta di quello che, a tutti gli effetit, è l’atto amministrativo su cui Accorinti e soci hanno giocato tutte o quasi le proprie fiches. La linea di pensiero che inizia a circolare, mai a voce troppo alta perché significherebbe ribaltare completamente quella che invece ha “dominato” finora, è che se Roma non dovesse concedere di spalmare su 30 anni, anziché su 10, il piano di rientro dal debito inserito nel Riequilibrio, allora l’ipotesi dissesto dovrebbe essere seriamente ripresa in considerazione.

In attesa di capire, però, come andrà a finire questa partita, che si preannuncia quella decisiva sia per i destini finanziari del Comune che per quelli politici dell’amministrazione Accorinti, ci sono i bilanci da mettere nero su bianco. E non sarà un passaggio indolore. Indiscrezioni molto ben accreditate vogliono che l’ipotesi venuta fuori dai primi confronti porti ad un taglio per il solo comparto dei servizi sociali di oltre 5 milioni di euro. Almeno 700 mila euro, se non di più, la riduzione dello stanziamento per la sola Casa Serena. Ma tagli importanti sarebbero previsti anche per l’assistenza agli anziani e ai disabili e per i Cag, il cui importo verrebbe decurtato di quasi un terzo. Tutto ciò, considerato che in ogni caso fino al 31 luglio i servizi sono stati prorogati alle stesse condizioni economiche precedenti, rischia di comportare un blocco di alcuni dei servizi sociali già dalla fine di agosto, perché nel frattempo il budget va sempre più esaurendosi.

Un rischio che viene percepito anche dai lavoratori, che dall’interno delle rispettive cooperative ricevono segnali preoccupanti, e che non piace affatto all’assessore ai Servizi sociali Nina Santisi. Si parla di un clima teso in Giunta, con la Santisi che sarebbe pronta a lasciare qualora i tagli venissero confermati. Finora il sindaco Accorinti ha sempre smentito, dicendo addirittura di non saperne nulla. Ma è questione di giorni e gli atti definitivi dovranno vedere la luce.

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