MESSINA

Assistenza studenti disabili: 400 operatori rischiano il posto di lavoro

Gli operatori che svolgevano servizio negli istituti scolastici della provincia dopo Panarello e Rinaldi hanno incontrato anche la Zafarana e Greco. Su proposta di quest'ultimo il sindaco metropolitano Accorinti ha richiesto la convocazione di una seduta congiunta all'Ars della 2. e 5. Commissione consilare per rivedere la "Legge Baccei"

Assistenza studenti disabili: 400 operatori rischiano il posto di lavoro

La situazione appare disperata per gli operatori del servizio di Trasporto ed assistenza agli studenti disabili nelle scuole superiori, che rischiano il posto di lavoro alla luce della norma regionale 8 dello scorso 17 maggio, relativa all'integrazione scolastica dei soggetti con handicap gravi. La “legge Baccei” prevede che sia il personale Ata a garantire il servizio, tant'è che l'assessorato si sta già attivando per la relativa formazione: una linea non condivisa dai sindacati, che ritengono la scelta non adeguata a garantire un sostegno qualificato ai ragazzi beneficiari e disperderebbe la professionalità di lavoratori che da anni sono impiegati nel settore. Quattrocento attivi nel territorio messinese, circa duemila e cinquecento in tutta la Sicilia, preoccupatissimi assieme alle loro famiglie per la perdita della posizione occupazionale.

Dopo avere incontrato i deputati Filippo Panarello e Franco Rinaldi, gli stessi lavoratori assieme alle sigle che li stanno sostenendo in questa vertenza, le Funzioni pubblich di Cgil e Cisl, hanno avuto un confronto con i parlamentari Valentina Zafarana e Marcello Greco, al quale hanno partecipato anche il sindaco metropolitano Renato Accorinti e la segretaria generale della Città Metropolitana, Maria Angela Caponetti. Scetticismo è stato mostrato da tutte le parti chiamate in causa in merito alla strada imboccata, l'alternativa rappresentata dal sistema dei voucher non sembra però percorribile, almeno secondo quanto riferito recentemente dal commissario Filippo Romano, perché l'ente non dispone delle risorse necessarie per potere bandiere autonomamente una gara ed affidare il servizio all'esterno rispetto agli istituti.

La Zafarana ha evidenziato i suoi tentativi personali di migliorare la legge regionale 8/2016, mentre da Greco è arrivata la proposta di avanzare una richiesta di riunione congiunta della 2. Commissione “Bilancio e Programmazione” e della 5. “Cultura, formazione, lavoro”, per trovare una soluzione entro il mese di luglio. Una strategia valida ad evitare il taglio di undici milioni di euro, anche in considerazione dei cinquecento provenienti da Roma che potrebbero assicurare la copertura finanziaria al servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Accorinti, approvando l'ipotesi avanzata da Greco, ha dato la sua disponibilità ad inoltrare a Palermo la richiesta di riunione congiunta delle Commissioni per potere tastare l'eventuale disponibilità a rivedere le indicazioni contenute nella normativa Baccei. Una partita che, è giusto, sottolinearlo, non si gioca solo sul terreno peloritano ma vede coinvolte tutte le altre ex province della Sicilia, che si trovano nelle medesime condizioni economico-finanziarie e dunque sono di fatto costrette ad affidarsi agli operatori Ata per garantire il servizio.

«I tempi sono strettissimi - ha commentato la segretaria della Fp Cgil, Clara Crocè -, adesso tutta la deputazione regionale è consapevole del grave sbaglio commesso e si è detta disponibile ad esporsi per modificare l'attuale quadro. Bisognerà vedere però qual è la volontà politica a Palermo, cosa vorranno fare il presidente Rosario Crocetta e il suo governo».

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