Nell'ordinanza

Il gip definisce Forestieri un «killer stradale»

Giovanni Gugliandolo, che quella sera era alla guida di una 500 Abarth è stato arrestato con l’accusa di “Competizione stradale”

Il gip definisce Forestieri un «killer stradale»

Li hanno portati in carcere, a Gazzi, che erano quasi le dieci di sera. Era buio da un pezzo. Su due Punto blu scuro, i vigili urbani dell’Infortunistica. Sono loro che li hanno incastrati.

L’assurda gara a folle velocità che due sabati fa lungo la via Garibaldi ha spezzato la vita ridente della 23enne Lorena Mangano, adesso è un cerchio triste di morte chiuso.

Ieri sera la Polizia municipale ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Daniela Urbani su richiesta del sostituto procuratore Marco Accolla, nei confronti del finanziere 32enne Gaetano Forestieri e del 26enne Giovanni Gugliandolo.

Il gip nella sua ordinanza definisce addirittura Forestieri come «killer stradale». Un «killer stradale» che due sabati fa con la sua Audi TT s’è “abbattuto” sulla Panda guidata da Lorena, centrandola in pieno all’incrocio tra corso Garibaldi e via Torrente Trapani, provocando lesioni tali che non hanno lasciato scampo alla povera ragazza originaria di Capo d’Orlando. È morta dopo 60 ore d’agonia. I suoi organi, hanno già donato altra vita, per la sua che s’è spezzata.

Gli uomini dell’Infortunistica hanno delineato un quadro completo sul contesto in cui è maturato tutto. Oltre a Forestieri, che era ubriaco, e deve rispondere di “Omicidio stradale aggravato” e “Competizione stradale” secondo la nuova normativa - è uno dei primi casi in Italia, rischia una condanna fino a 18 anni di carcere solo per l’omicidio -, è stato infatti arrestato anche Gugliandolo, con l’accusa di “Competizione stradale”.

Questo perché le telecamere e le testimonianze provano secondo la Procura in maniera incontrovertibile che alla guida della sua Fiat 500 Abarth, Gugliandolo quel sabato notte ha ingaggiato una gara con Forestieri. Partenza da piazza Unità d’Italia, di fronte alla Prefettura, iniziando a zigzagare, con probabile arrivo previsto in un lampo a piazza Castronovo. Previsto, perché quel sabato sera del 25 giugno scorso è andata diversamente.

C’è di più. Il gip Urbani descrive anche l’intera sequenza sulla scorta delle indagini e delle immagini. E a quanto pare, le due auto hanno superato una serie di semafori sul rosso ad oltre 150 km orari. Poi Gugliandolo s’è avveduto forse di qualcosa e ha rallentato, mentre Forestieri ha continuato la sua corsa su via Garibaldi. Avrebbe voluto superare il semaforo, sul rosso, anche all’incrocio con la via Torrente Trapani. Ma c’era Lorena, lì, con i suoi amici. Aveva appena innestato la prima. La sua Panda azzurra, nuova, comprata dal papà per quella figlia immensamente adorata. Poi è stato il disastro.

Ancora le telecamere, le indagini, e le testimonianze: dopo l’impatto Gugliandolo s’è defilato, ha fatto scendere in gran fretta un altro passeggero; è tornato a casa, ha parcheggiato la sua Fiat 500 Abarth, che adesso è sotto sequestro, poi è salito su una Ford “Fusion” ed è tornato lì, in via Garibaldi, per prelevare l’amico lasciato a piedi. Forestieri è rimasto invece a pochi passi dall’asfalto della morte. Sanguinante, dolorante e stordito. Da ieri, è in carcere.

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